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Molto meglio Milano-Cortina 2026 delle polemicucce su Inter-Juventus
Oggi 16-02-26, 15:03
“Se giocassimo a pallone senza toccarci, mai un contatto?”, se lo chiedevano gli Amari quasi vent’anni fa. Ma con tutto il ben di dio olimpico, dalla rarefazione di parole atte a descrivere Federica Brignone all’entusiasmo di Anterselva per Lisa Vittozzi e il biathlon, alle sgargiante tute azzurre dei fondisti sopra il bianco della neve in val di Fiemme, uno scongiura di non occuparsi dell’episodio della settimana? Per il quale i fiumi di tweet (o come si chiamano oggi) già scritti non aggiungono niente alla realtà dei fatti, alla squalifica di Pierre Kalulu, all’opportunità di convocare Alessandro Bastoni in Nazionale, al banale concetto che se la tecnologia è effettiva allora va utilizzata sempre? “Manca la foto del contatto tra le corna e la mano”, il Fuoco Fatuo dei Massimo Volume ammoniva ben prima dell’esistenza dei VAR a mille fotogrammi. Chi può dire infine - con i mezzi esistenti - se il tocco ci sia stato, almeno lieve o appena accennato, se ha effettivamente spostato il vento nella corsa, se l’eventuale accentuazione fosse preterintenzionale? Non vale la pena di convocare l’ennesimo referendum: gli anni Ottanta hanno insegnato a traslare il detto popolare “mamma, Cicco mi tocca!” (toccami Cicco, ché mamma non vede) nell’esplicito “Touch me” di Samantha Fox. Pertanto, vostro onore e Cassazione, vada ragione ai Bravery che quando si ballava con le chitarre incisero “An honest mistake”, l’onesto errore degli onesti e dell’onestà. Meglio Cortina, sì, meglio il girl power, meglio una continua feelgood song del periodo come “Orange County” dei Gorillaz. Come Vinicio Capossela stava dalla parte di Spessotto, occorre spezzare una lancia in favore d’Andrea Cambiaso, da appena nati dalla parte di sotto: uno che la gamba ce la mette sempre, si sdoppia in quattro ruolo, non importa quale fascia se poi deve entrare in mezzo al campo, e che non merita il fuoco amico. Intanto con l’Epifania è apparentemente terminato (per ricomparire poi?) il campionato dei cinque punti di distacco: ormai l’Atalanta ha affiancato il Como e lasciato un solco da almeno otto punti dietro di sé. A Carnevale, infatti, le squadre si travestono: il Como, certo per un sabato grasso, si abbiglia da Fiorentina. E secondo la tifoseria laziale, Claudio Lotito non spende nemmeno per travisarsi da Atalanta. Nuove aggregazioni, infine, investono la coda, dove rischia di precipitare un Torino che vorrebbe ma non può: ne è simbolo Duván Zapata, mascherato da ananas con la brina tra le foglie, ma il vero rùstego da Commedia dell’Arte è sempre più Urbano Cairo. E se una volta l’anno è lecito svalvolare, i granata potrebbero conciarsi da “Matador” dei Fabulosos Cadillacs e riscrivere la storia.
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