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Navalny non è morto di freddo
Oggi 16-02-26, 16:47
Il 16 febbraio di due anni fa, la Conferenza sulla sicurezza di Monaco iniziava con una notizia che indicava quanto il regime russo fosse andato ancora oltre con la repressione interna, quanto per Vladimir Putin ogni forma di opposizione fosse inaccettabile, anche da parte di un uomo isolato e costretto dentro a una colonia penale in Siberia. Il 16 febbraio del 2024 l’oppositore russo Alexei Navalny è stato ucciso. Le autorità non volevano restituire il suo corpo alla famiglia, alla fine la madre di Navalny, unica a trovarsi ancora in Russia fra i parenti più stretti, ha ingaggiato una lotta coraggiosissima e ha riavuto il corpo del figlio per poterlo seppellire. Il funerale fu uno degli ultimi momenti in cui i russi osarono, andarono a commemorare il dissidente, nonostante il rischio di essere identificati. Ieri i diplomatici di alcuni paesi europei sono andati a porre i fiori sulla tomba dell’oppositore, al cimitero Borisov di Mosca. Laboratori di analisi di Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi che hanno potuto analizzare campioni di biomateriali portati in Europa, hanno stabilito la causa della morte: l’uso di una rara tossina neurotossica, l’epibatidina, che si trova nella rana freccia, un anfibio originario dell’Ecuador. La tossina sarebbe stata lavorata nello stesso laboratorio da cui è uscito il Novichok, l’agente nervino usato in alcuni omicidi o tentati omicidi (anche contro Navalny nel 2020) di oppositori o ex spie. Il veleno della rana non esiste in Russia, se era nella colonia penale siberiana in cui era detenuto Navalny è perché è stato volutamente introdotto. Un uomo in una colonia penale, solo, malato, lontano da familiari e avvocati sarebbe potuto morire in qualsiasi modo, ma il regime avrebbe scelto il veleno e non a caso. Il veleno è un messaggio, è una scia, è l’indicatore che dissidenti e oppositori possono trovare la morte ovunque, non serve una pistola. Il veleno penetra senza che chi lo assume se ne renda conto dentro e fuori dalla Russia. Navalny non è morto di freddo e nemmeno di botte.
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