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Economia e Finanza
Perché da oggi il gasolio costerà un po' di più
Oggi 01-01-26, 13:10
Da oggi i prezzi di benzina e gasolio cambiano. Con l'inizio del nuovo anno e l'approvazione della manovra, scatta il riallineamento delle accise, con un aumento della tassazione pari a 4,05 centesimi di euro al litro per il diesel, mentre quelle sulla benzina diminuiranno di circa lo stesso ammontare. Come illustrato nel decreto legislativo sul riordino delle accise sui carburanti approvato a marzo in Consiglio dei ministri, gli aumenti dell'accisa non avranno effetto per il settore del trasporto merci e passeggeri, per il quale è già prevista una specifica aliquota. Esonerati anche i consumi agricoli e all'interno di stabilimenti industriali, agricolo-industriali o laboratori. E gli incassi generati dalla misura – circa 552 milioni di euro nell'intero 2026, secondo Assoutenti – verranno dirottati in un fondo per il trasporto pubblico locale e successivamente nel fondo per l'attuazione della delega fiscale. Quello che inizia oggi è solo il primo passo di un percorso di riallienamento più ampio. Si prevede infatti un graduale rialzo dell’accisa sul gasolio e un graduale ribasso di quella sulla benzina, fino ad annullare nell’arco di cinque anni la differenza di 11 centesimi che oggi favorisce il consumo di diesel. Alla base ci sono le politiche ambientali dell’Unione europea e gli impegni presi con il Pnrr, che tra le altre cose includono una riduzione dei sussidi ambientamente dannosi (Sad). Fra questi, secondo Bruxelles, rientra proprio il disallineamento tra le accise per diesel e benzina, dovuto al fatto che il gasolio (prima della manovra) veniva tassato meno della verde, nonostante fosse più inquinante. Questo dislivello “deve essere pareggiato, sennò siamo in infrazione europea”, aveva spiegato il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin nell'ottobre 2024. Nonostante il suo intento "green" (e il mandato europeo ad attuarla), la misura è stata più volte letta dal centrosinistra come una “nuova tassa”. Nonostante la proposta del taglio dei Sad sia contenuta nei loro stessi programmi elettorali. Il senatore di Alleanza Verdi e Sinistra Tino Magni l'aveva bollata come “una vera e propria stangata per i possessori di automobili a gasolio e una nuova tassa per gli italiani”, mentre dal Pd, la senatrice dem Cristina Tajani accusava il governo di star raschiando il barile con la scusa del riallineamento, "caricando sugli utenti, sugli automobilisti, sulle imprese e sugli agricoltori proprio quelle tasse che avevano promesso di tagliare in campagna elettorale”. Ma il cortocircuito è anche a destra: “È sorprendente che sia proprio questo governo ad approvare questa misura giusta, visto come si comporta sugli altri temi ambientali. Quello precedente, più europeista e pro decarbonizzazione, almeno nelle intenzioni, non ha avuto il coraggio di farlo”, osservava sul Foglio Edoardo Zanchini, già vicepresidente di Legambiente, ricordando gli spot elettorali di Giorgia Meloni e Matteo Salvini, una dal benzinaio e l’altro con lavagna e pennarello a spiegare com’è composto il prezzo dei carburanti.
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