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"Attraverseremo anche questa tempesta". Meloni al Senato per il Consiglio Ue
18-03-2025, 15:29
"Con una visione chiara l'Italia ha tutte le carte in regole per attraversare anche questa tempesta", e per questo "metteremo tutto il coraggio che serve". Così la premier Giorgia Meloni, concludendo le sue comunicazioni al Senato in vista del Consiglio Ue. "Chi ripete ossessivamente che l'Italia dovrebbe scegliere tra Europa e USA lo fa strumentalmente, per ragioni di polemica domestica o perché non si è accorto che la campagna elettorale americana è finita, dando a Donald Trump - piaccia o no - il mandato di governare e di conseguenza ai partner occidentali di fare i conti con questa America", ha detto la premier. "Chi per ragioni diverse alimenta una narrazione diversa, tentando di scavare un solco tra le due sponde dell'Atlantico, non fa che indebolire l'intero Occidente, a beneficio di ben altri attori". Nelle sue comunicazioni in vista del Consiglio europeo di giovedì e venerdì Meloni ha assicurato: "Noi crediamo che l'Italia debba spendere le sue energie per costruire ponti, non per scavare solchi. E, pur in uno scenario tutt'altro che facile, può fare la sua parte. Così come riteniamo che l'Italia debba lavorare, dialogando con i propri partner, a proposte efficaci per la costruzione di una pace giusta e duratura. E non ci interessa il protagonismo delle parole, ci interessa il protagonismo dei fatti. Significa, anche, che il ruolo dell'Italia non è quello di seguire acriticamente i partner europei piuttosto che statunitensi, ma al contrario quello di offrire il suo franco punto di vista e se necessario segnalare anche il suo dissenso, perchè la posta in gioco è troppo alta. E questo fa una Nazione seria. È quello che abbiamo fatto di fronte a proposte che rispettiamo ma non ci convincono, sempre ringraziando, in ogni caso, chiunque in questa fase si assuma la responsabilità di fare delle proposte. Quindi, ancora una volta sarò chiara, anche davanti a quest'Aula: l'invio di truppe italiane in Ucraina è un tema che non è mai stato all'ordine del giorno, così come riteniamo che l'invio di truppe europee - proposto in prima battuta da Regno Unito e Francia - sia un'opzione molto complessa, rischiosa e poco efficace". Sul tavolo il piano per la difesa dei Paesi Ue. Sul ReArmUe "ho chiesto di cambiare nome, perché il nome è fuorviante per i cittadini. Siamo chiamati a rafforzare le capacità difensive" ma "non significa acquistare armamenti" ma "semmai di produrli" rafforzando "il nostro tessuto produttivo. Rafforzare le capacità di Difesa" non vuol dire parlare "solo di arsenali. La sicurezza" è un comparto "molto vasto". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni, parlando al Senato. "Senza difesa non c'è sicurezza, senza sicurezza non c'è libertà", ha detto la presidente del Consiglio, "cambiare nome al ReArm Ue non è una questione semantica, ma di sostanza e merito. Con le risorse a disposizioni si possono finanziare materie" che dovrebbero interessare tutti, ha sostenuto Meloni. "L'Italia non intende togliere un solo euro dalle risorse della Coesione", ha affermato. C'è anche il nodo immigrazione. "In questo Consiglio Europeo torneremo a confrontarci anche sul governo dei flussi migratori. Anche in questa occasione si riunirà il tavolo, che l'Italia promuove insieme a Danimarca e Paesi Bassi e che vede coinvolti i governi maggiormente impegnati nel contrasto all'immigrazione irregolare. Anche questa volta, i lavori del Consiglio su questo tema sono stati anticipati dalla ormai consueta lettera della Presidente von der Leyen sull'attuazione della politica migratoria comune. Se oggi questi appuntamenti sono diventati una consuetudine; se finalmente ci si pone come priorità l'attuazione di partenariati paritari con le Nazioni di origine e transito, la difesa dei confini esterni dell'Unione europea, il rafforzamento della politica dei rimpatri, la costruzione di soluzioni innovative, questo lo si deve al ruolo decisivo che l'Italia ha svolto in questi anni per cambiare l'approccio europeo in materia di immigrazione". La premier, ha aggiunto: "In questi giorni abbiamo accolto con favore la proposta della Commissione europea sulla riforma del quadro legislativo europeo sui rimpatri, attraverso il passaggio da una Direttiva a un Regolamento direttamente applicabile nei 27 Stati membri. Lo riteniamo uno sviluppo estremamente significativo, anche per armonizzare la prassi dei diversi Stati membri e rendere ancor più efficace l'azione di rimpatrio di chi non ha titolo ad essere accolto sul territorio europeo. È fondamentale che l'Unione europea diventi efficace in questo: se entri illegalmente in Europa non puoi rimanere sul nostro territorio, devi essere rimpatriato". "Non è formalmente all'ordine del Consiglio Europeo il tema dei dazi e dei rapporti commerciali con gli Stati Uniti, ma ovviamente è punto da tenere in grande considerazione, soprattutto per una Nazione esportatrice e da molti anni in surplus commerciale come l'Italia. Come sapete, al momento, l'Amministrazione Trump ha deciso di riattivare, lo scorso 12 marzo, i dazi sulle importazioni dall'Unione europea di acciaio, alluminio e determinati prodotti derivati. Dazi che erano stati attivati nel 2018, e poi sospesi nel 2021.Gli Stati Uniti hanno, inoltre, annunciato la possibilità di attivare il prossimo aprile ulteriori dazi su altri comparti, di cui ancora non sono noti i dettagli. La Commissione europea ha risposto all'entrata in vigore delle misure statunitensi annunciando delle contromisure di riequilibrio, alcune delle quali scatteranno il primo aprile, mentre altre sono attualmente allo studio e dovrebbero entrare in vigore successivamente. Il quadro è pertanto complesso e in costante evoluzione, tenuto conto che gli Stati Uniti hanno attivato misure simili anche nei confronti di altre Nazioni, ma io sono convinta che si debba continuare a lavorare, con concretezza e pragmatismo, per trovare un possibile terreno d'intesa e scongiurare una 'guerra commercialè che non avvantaggerebbe nessuno, nè gli Stati Uniti nè l'Europa", ha detto nell'Aula del Senato il presidente del Consiglio.
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