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Choc a Roma: via Palestina libera e la stella di David sulla divisa nazista
Oggi 03-07-25, 07:40
Un'immagine Che offende sei milioni di morti. Che accosta i responsabili del più grande orrore della storia con chi è stato vittima (innocente) di quell'incubo. A Roma, nel cuore di Trastevere, nella trafficata piazza Sonnino, è apparso ieri un pannello con un'immagine che accosta nazisti e israeliani. All'interno di una pensilina dell'Atac è spuntata la sagoma di una divisa delle SS. Al braccio, invece di avere la svastica, simbolo stesso del Terzo Reich, è stata disegnata la Stella di David, l'effige a sei punte del popolo ebraico. «Atac - si legge in una nota - ha chiesto al concessionario di provvedere rapidamente alla rimozione di un manifesto antisemita abusivo che era stato inserito nella teca di una pensilina a Trastevere. Il grave atto vandalico, che Atac stigmatizza con fermezza, sarà oggetto di denuncia a cura del concessionario che gestisce l'infrastruttura e lo spazio». Purtroppo non si tratta di un caso isolato, frutto della demenza di qualche scellerato. In via Prenestina il cartello toponomastico posto accanto al semaforo è stato modificato in «via Palestina libera». Non vanno poi dimenticati i precedenti. Lo 20 febbraio, scritte contro Israele erano comparse a piazza Bologna, mentre ad aprile, prima del derby di calcio tra Roma e Lazio, erano comparsi adesivi antisemiti in zona Portonaccio. A giugno, scritte offensive contro il popolo ebraico erano infine state individuate sul tempio Beth Shmuel. Per mesi il nostro giornale ha denunciato questa recrudescenza contro il popolo che Hitler voleva cancellare dalla Terra. Un enorme problema interno alla sinistra, minimizzato a più riprese. Equiparare, mettere sullo stesso piano le decisioni (talvolta discutibili) di Netanyahu e la volontà di un'intera nazione sottintende un evidente atto di razzismo. Il movimento pro Pal stanno diventando sempre più aggressivi. Ma, al tempo stesso, vengono difesi e sostenuti dalla sinistra parlamentare. E così, nel silenzio dei leader progressisti, c'è un sindaco di Sesto Fiorentino che decide di non vendere, nelle farmacie comunali, medicinali israeliani. C'è persino chi vieta, al Gay Pride di Prato, di sfilare con i propri simboli all'associazione Lgbtq Keshet Italia. Senza dimenticare le grottesche prese di posizione di Regioni importanti, come la Toscana e l'Emilia Romagna. E mentre la sinistra apre la caccia all'ebreo, c'è un organismo continentale che spiega come il pericolo, quello vero, sia altrove. La relazione dell'agenzia dell'Unione Europea per la cooperazione nell'applicazione della legge, l'Europol, delinea un quadro inquietante. E che ribalta, a trecentosessanta gradi, lo storytelling della rive gauche della politica italiana. Nel 2024 vi sono stati 58 attacchi, di cui 34 completati, 5 falliti, 19 sventati. Molto interessante la «distribuzione per ideologia». Secondo i dati raccolti, «24 sono da attribuire al terrorismo jihadista (in aumento rispetto ai 14 del 2023), 21 al terrorismo di sinistra e anarchico, 8 ad altre forme non specificate, 4 attacchi separatisti, 1 attacco di estrema destra». Non serve avere un master in matematica quantistica per rendersi conto che poco meno dell'ottanta per cento dei casi sia ascrivibile alla combo estremismo islamico - estremismo anarcoinsurrezionalista. Non va poi dimenticato come il terrorismo jihadista sia stato anche il più letale: sono state 5 le persone uccise e 18 quelle ferite. Interessante anche la distribuzione degli arresti: a fronte di un totale di 449 fermi giudiziari, 289 per terrorismo jihadista, 47 per terrorismo di estrema destra, 28 per terrorismo di sinistra/anarchico, 27 per terrorismo separatista e 58 per forme non specificate. «I dati dell'Europol ci dicono in maniera chiara che la sicurezza va considerata una priorità assoluta», ha sottolineato l'eurodeputato della Lega, Susanna Ceccardi. «Per questo, serve innanzitutto un'inversione di rotta netta sulle politiche migratorie a livello europeo: vera difesa dei confini esterni, potenziamento di Frontex, rimpatrio immediato dei soggetti radicalizzati, controlli stringenti sui luoghi di culto, chiusura di quelli abusivi e tolleranza zero verso ogni forma di violenza politica e verso chi ci odia e vorrebbe minare la nostra civiltà con il terrore».
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