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Foibe, Meloni: "L'Italia non permetterà mai più che questa storia sia negata"
Oggi 10-02-26, 13:20
"L'Italia non permetterà mai più che la storia delle foibe sia negata". È il messaggio della presidente del Consiglio Giorgia Meloni nella Giornata del ricordo delle Foibe. "Una giornata che chiama l'Italia a fare memoria di una pagina dolorosa della nostra storia, vittima per decenni di un'imperdonabile congiura del silenzio, dell'oblio e dell'indifferenza. Ricordiamo i martiri delle foibe e la tragedia dell'esodo giuliano-dalmata. Centinaia di migliaia di italiani che hanno scelto di abbandonare tutto pur di non rinunciare alla propria identità". Nell'Aula di Montecitorio la cerimonia celebrativa di uno degli episodi più drammatici della Seconda guerra mondiale alla presenza del presidentedella Repubblica Sergio Mattarella. Una tragedia cui fece seguito un altro dramma, quello dell'esodo: circa 250mila italiani sono costretti a lasciare la propria terra e le proprie case. "La Nazione non deve aver paura di guardare in faccia quella verità, ricacciando nell'ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista", ha affermato la premier. "Il ricordo non è rancore, ma giustizia. È il fondamento di una memoria condivisa che unisce e rende più forte la comunità nazionale, tracciando la strada a chi verrà dopo di noi". "Abbiamo ricevuto un testimone, e non intendiamo farlo cadere", ha aggiunto Meloni. "Lo dimostra la pluralità di iniziative e celebrazioni che il Governo promuove anche quest'anno, come il 'Treno del Ricordo' che da Nord a Sud ripercorrerà idealmente il viaggio di chi ha deciso di essere italiano due volte. Per nascita e per scelta. L'Italia non permetterà mai più che questa storia venga piegata, negata o cancellata. Perché questa storia non è una storia che appartiene a una porzione di confine o a quel che resta del popolo giuliano-dalmata. È una storia che appartiene all'Italia intera. A ognuno di noi". Prima dell'avvio, è stato eseguito l'Inno di Mameli. "Mi auguro che questa giornata contribuisca a rinnovare e rafforzare la memoria collettiva di un dramma che ci riguarda da vicino, e che non può più essere taciuto", ha detto il presidente della Camera Lorenzo Fontana. "Non possiamo dimenticare i tanti innocenti perseguitati dal regime comunista jugoslavo e dalla feroce repressione scatenata dalle milizie titine già nelle ore seguenti l'armistizio dell'8 settembre. A migliaia furono torturati, uccisi o infoibati, spesso ancora vivi, in un crescendo di crudeltà e di atrocità che lasciò per anni una lunga scia di sangue". "Siamo qui non solo per ricordare, per tramandare, ma anche per rinnovare la nostra richiesta di perdono per il colpevole silenzio che ha avvolto e coperto queste voci per troppi anni", ha affermato il presidente del Senato Ignazio La Russa. "Ricordiamo e ci vergogniamo per i sassi lanciati nella stazione di Bologna contro quel treno che li riportava in Italia nel febbraio del 1947. Ricordiamo e ci vergogniamo per quel latte che era destinato ai bambini e che invece in quella occasione venne volutamente rovesciato sulle rotaie. Ricordiamo e ci vergogniamo per gli insulti gridati agli esuli e per l'oblio, nel quale molti di loro lasciammo". Viviamo in un mondo attraversato da nuovi conflitti, da tensioni crescenti, da guerre che rimettono in discussione le nostre certezze, minano le nostre speranze, ci interrogano sui nostri valori. Per questo la memoria delle foibe è un monito attuale'', è intervenuto il vice premier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Mai più pulizie etniche. Mai più persecuzioni fondate sull'identità. Mai più violenze giustificate dall'ideologia, dal nazionalismo esasperato, dalla brama di conquista", ha auspicato Tajani, che ha spiegato la decisione presa nel 2004 dall'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di istituire ''una giornata in ricordo delle vittime delle foibe e della tragedia sofferta dagli esuli istriani''. Si è trattato di ''un atto di profondo valore civile e morale'' con cui ''venne piantato il seme del perdono e della riconciliazione'', ha detto Tajani."Oggi Slovenia e Croazia sono Paesi amici e alleati, condividiamo i valori di libertà, democrazia e stato di diritto che ci uniscono in Europa". "Le foibe rappresentano una delle pagine più tragiche del Novecento, a lungo taciute o negate. Migliaia di donne e uomini uccisi e cancellati dall'odio e dalla violenza dei comunisti di Tito sul confine orientale. La loro colpa? Essere italiani. Ricordare è un dovere: per la verità, per rispetto alle vittime, per non dimenticare", ha scritto sui social network il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini. A Roma è in programma oggi il consueto omaggio al sacello del Milite Ignoto, con la deposizione di una corona d'alloro presso l'Altare della Patria, le bandiere di Montecitorio saranno posizionate a mezz'asta e in serata il Tricolore sarà proiettato sulla facciata del palazzo. Nel pomeriggio il ministro della Cultura Alessandro Giuli, insieme al ministro per le Riforme istituzionali, Maria Elisabetta Alberti Casellati e al ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità Eugenia Roccella, visiterà la mostra degli Esuli Fiumani, Dalmati e Istriani, allestita al Vittoriano. "Sarò presente a Trieste per la partenza del Treno del Ricordo, viaggio simbolico che attraversa l'Italia", ha annunciatoil presidentedela Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone." Si tratta di un'iniziativa nata grazie alla Risoluzione 7-00037 approvata all'unanimità dalla commissione. Quel voto ha dimostrato che, di fronte al dolore dei nostri esuli e al sacrificio dei martiri delle foibe, non esistono divisioni politiche, ma solo il comune impegno a onorare l'identità nazionale".
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