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Francesco in video per gli esercizi spirituali. Ma nessuno lo può vedere
10-03-2025, 07:37
In Vaticano si respira un'aria di leggero, seppur prudente, ottimismo. Ieri sera, esattamente come avvenuto venerdì, non è stato diffuso nessun nuovo bollettino medico sulle condizioni di salute di Papa Francesco. È il segnale tangibile che non ci sono state novità nel fine settimana e che quindi lo status quo, ovvero una sostanziale stabilità del quadro clinico, persiste. D'altronde Matteo Bruni, il portavoce della sala stampa della Santa Sede, aveva già precisato che sarebbe stato «inutile continuare a ripetere ogni sera che le condizioni del Santo Padre sono stabili» pertanto, in assenza di nuove informazioni specifiche, gli aggiornamenti non saranno più quotidiani, ma presumibilmente resi noti ogni due giorni. Intanto ieri il Papa si è collegato in video, seppur senza farsi vedere, con l'Aula Paolo VI, dove sono iniziati gli esercizi spirituali quaresimali della Curia. Francesco ha potuto seguire ciò che accadeva nell'auditorium ma i presenti non hanno avuto la possibilità di vedere lui. La settimana che inizia oggi, la quarta di degenza del Santo Padre al Policlinico Agostino Gemelli, potrebbe portare delle novità importanti. È infatti attesa in giornata o al massimo per domani una nuova taca cui sarà sottoposto Bergoglio e da questa si capirà concretamente se la polmonite bilaterale da cui è stato colpito è effettivamente regredita, guarita completamente o se, viceversa, persiste ancora. I medici, come hanno scritto sabato, mantengono riservata la prognosi «in via precauzionale», una precisazione che fa ben sperare, anche se il quadro rimane comunque complesso tenendo sempre in considerazione l'età avanzata dell'illustre paziente e le varie criticità che sono state evidenziate più volte nelle scorse settimane. Sicuramente il fatto che dopo le tre insufficienze respiratorie e gli altrettanti episodi di broncospasmo avvenuti a poca distanza l'uno dall'altro nei primi giorni di ricovero non si siano più ripetuti eventi di tale gravità è un segnale confortante che evidenzia una graduale stabilizzazione del quadro clinico complessivo del pontefice. Il pericolo non è tuttavia ancora scampato e il cauto ottimismo si miscela plasticamente con le bocche cucite e la preoccupazione ancora tangibile a tutti i livelli della gerarchia vaticana. D'altronde Papa Francesco è un uomo che ha superato il traguardo delle ottantotto primavere già da qualche mese ed il quadro complessivo resta comunque delicato e complesso. Il pensiero che turba tutti in Vaticano è ora rivolto a come proseguire il cammino giubilare con un pontefice che, salvo colpi di scena, sarà assente per settimane, se non addirittura mesi, dalla vita quotidiana della Chiesa. Per esempio, sulla possibilità che Francesco possa intraprendere il viaggio in Turchia programmato a fine maggio in occasione dei 1700 anni dal Concilio di Nicea nessuno azzarda pronostici e c'è chi ritiene plausibile che verrà depennato dall'agenda papale. Di altri viaggi, anche brevi, nessuno parla nemmeno più e si considera quanto mai probabile non ne saranno organizzati. Si naviga a vista, quindi, ma con la consapevolezza che il Papa da ora in avanti non potrà più svolgere la vita intensa e frenetica che ha caratterizzato i primi dodici anni del suo pontificato. Il pensiero di tutti è comunque rivolto al Giubileo in corso, che anche ieri, in occasione della Messa in San Pietro dedicata al mondo del Volontariato, ha visto il pontefice sostituito da un porporato di curia, stavolta il Cardinale Michael Czerny, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale. A questo evento giubilare Francesco teneva in modo particolare per l'importanza che ai suoi occhi riveste l'assistenza quotidiana che le migliaia di esponenti convenuti a Roma da tutto il mondo rivolgono quotidianamente ai più deboli e fragili del pianeta. Le sue parole sono però state lette agli astanti dal Cardinale Czerny: «vi ringrazio molto, carissimi, perché sull'esempio di Gesù voi servite il prossimo senza servirvi del prossimo», il passaggio più sentito del breve ma intenso discorso preparato dal pontefice.
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