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Garlasco, l'amico di Sempio a Quarto Grado: "Credo alla sua innocenza"
Ieri 30-01-26, 22:27
Il fantasma di Garlasco torna ad aggirarsi negli studi televisivi, portando con sé nuovi interrogativi su quella verità che, per la difesa di Alberto Stasi, non è mai stata scritta del tutto. Mentre la condanna definitiva a 16 anni per l'ex fidanzato di Chiara Poggi resta il pilastro del caso, l'attenzione mediatica e investigativa continua a gravitare attorno alla figura di Andrea Sempio, l'amico del fratello della vittima, la cui posizione è stata al centro di accesi dibattiti per le tracce di Dna sotto le unghie della ragazza. Questa sera, venerdì 30 gennaio, nel corso della puntata di Quarto Grado condotta su Retequattro da Gianluigi Nuzzi e Alessandra Viero, una testimonianza chiave: l'intervista di Martina Maltagliati a Mirko Crepaldi, amico storico di Sempio. Crepaldi, recentemente sentito dalle autorità, rompe il silenzio mantenendo il riserbo sugli interrogatori ma schierandosi apertamente: «Credo nell'innocenza del mio amico Andrea. Ho detto la verità, niente di più né di meno». Secondo il testimone, che conosce Sempio dal 2003, l'uomo non avrebbe mai mostrato segni di squilibrio o impulsi violenti in vent'anni di frequentazione. «È una persona molto controllata, ha un'indole di autocontrollo che magari altre persone non hanno», spiega Crepaldi, sottolineando come il carattere di Sempio sia rimasto immutato nel tempo: «Una persona che si macchia di un delitto del genere non può rimanere la stessa per 20 anni». Uno dei nodi centrali dell'intervista riguarda il video virale ritrovato dagli inquirenti sul computer di Chiara Poggi. Una "bravata" scolastica che, secondo Crepaldi, «era stata girata praticamente a tutti» nella classe. Tuttavia, emerge un dettaglio tecnico non trascurabile: nel 2007 i cellulari non erano dotati delle moderne tecnologie di condivisione. «Io e Andrea non avevamo telefoni con la videocamera», ricorda l'amico, ipotizzando che il filmato debba essere necessariamente passato attraverso un computer per essere visionato o trasferito. Resta da capire come quel file sia finito proprio sul pc della vittima. Crepaldi ammette di non sapere se sia stato Andrea a mostrarlo a Chiara, ma nega categoricamente che tra i due vi fosse un rapporto confidenziale o morboso: «Non ha mai fatto accenno a Chiara, né durante il periodo scolastico né dopo». Dichiarazioni che aggiungono un tassello umano alla strategia difensiva che mira a scardinare la colpevolezza di Stasi, cercando in una diversa direzione quel "ragionevole dubbio" che ancora oggi divide l'opinione pubblica.
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