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Giacomo Casanova, trecento anni di un mito
Ieri 03-04-25, 06:09
Un popolo di poeti, di santi, di navigatori e - se permettete - di Casanova. Un cognome che in tutto il mondo evoca il mito del seduttore. Un cognome italiano. Giacomo Casanova, ieri 2 aprile, ha compiuto 300 anni. Nasceva a Venezia, in quella data, nel 1725. Li ha compiuti nel senso che pur essendo morto nel giugno del 1798 è sopravvissuto alla sua fine. Scrittore, giocatore, avventuriero, spia all'occorrenza, filosofo, frequentatore di ricchi e di poveri, di nobildonne e di baldracche, Casanova è in tutto e per tutto un italiano e un veneziano. Per questo meriterebbe che il nostro Paese lo inserisse nel suo pantheon dei grandi, dove stanno insieme Cristoforo Colombo (lo scopritore delle Americhe) e grandi artisti come Michelangelo e Caravaggio, gli eroi del nostro Risorgimento come Garibaldi e Mazzini ed i grandi scrittori come Alfieri e Manzoni. Se ciò non è accaduto ancora è perché verso Casanova il pregiudizio ha sempre preso il sopravvento sul talento dell'uomo, ovviamente con i suoi vizi (parecchi) e le sue virtù (di meno). Le sue memorie conosciute come «Histoire de ma vie» (la storia della mia vita in italiano) sono uno dei racconti storici e romanzati più intensi sul 1.700 e sulle sue grandi sfide. La scommessa della scienza, figlia dell'illuminismo con la ragione al centro, il mondo europeo in continuo mutamento, l'avventura come categoria spirituale e non solo materiale, il libertinismo come scoperta del piacere fuori dall'idea di peccato. In questa sua straordinaria varietà, esser uno, nessuno e centomila (volendo rubare una frase a Luigi Pirandello), Casanova incarna la vera rivoluzione di quel secolo che è stato il secolo dei Lumi: cambiare, sfidare i limiti dell'uomo, rischiare. Ogni giorno una scommessa, potrebbe essere questo l'incipit più adatto per descrivere lo stile di vita di Casanova che in una Venezia già dedita ai piaceri ancor prima del Settecento, ha respirato l'influenza d'un clima unico al mondo per l'epoca, incrociando varie personalità di cultura, come Giorgio Baffo, o di potere. In due parole Giorgio Baffo: è stato un poeta veneziano, noto anche per i suoi sonetti erotici: «Vedo un muso al balcon mezzo ridente / che me fà d'occhio / Oh! se no fusse in strada / Ghe digo, ve darave una chiavada / ma ghe lo digo appian, che gnessun sente». Questo è il clima che Casanova ha respirato nella Venezia della sua giovinezza, un clima che spiega bene l'origine stessa del suo mito. La seduzione come filosofia. Una seduzione che ha affascinato quel genio di Federico Fellini, che il suo Casanova l'ha fatto diventare grande cinema o una figura come quella di Arthur Schnitzler, scrittore austriaco, autore del racconto «Il ritorno di Casanova» dove un Giacomo ormai di mezz'età vorrebbe tornare nella sua Venezia, che aveva lasciato dopo la fuga dal carcere dei Piombi. Altri trecento di questi anni, grande seduttore.</CF><CF2> [RIPROD-RISER]<MDs>
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