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Il piano della Lazio per la finale di Coppa Italia
Oggi 26-04-26, 10:56
Udinese, Cremonese in trasferta, poi Inter all'Olimpico in campionato, quattro giorni prima della finale di Coppa Italia, sempre contro i nerazzurri fissata per il 13 maggio. Tre partite che la Lazio, a cominciare da quella di domani sera all'Olimpico che si annuncia ancora quasi totalmente vuoto per lo sciopero della tifoseria organizzata, giocherà con la mente a quel giorno. Ieri la squadra ha ripreso ad allenarsi dopo due giorni di riposo regalati da Sarri per i 120 minuti di Bergamo e il grande sforzo profuso per centrare l'undicesima finale dei biancocelesti in Coppa Italia. È scattato il piano, il solo obiettivo del tecnico e del suo staff è far arrivare la squadra il 13 maggio nelle condizioni migliori possibili per opporsi alla squadra che, quasi sicuramente, tra una settimana festeggerà il ventunesimo scudetto della sua storia. Quindi, la prima regola da seguire è quella di evitare qualsiasi rischio di ulteriori infortuni in una stagione costellata da 45 stop fisici dei giocatori, quasi un record per la Serie A. Situazioni che hanno condizionato molto le scelte dell'allenatore biancoceleste per questi mesi. Tutti quelli usciti affaticati dalla «New Balance Arena» saranno lasciati a riposo, per gli altri bisognerà capire come hanno recuperato e se hanno ancora energie psicofisiche utili per contrastare l'Udinese. Valutazioni sono in corso su Cataldi e Zaccagni, reduci da problemi fisici e quindi da salvaguardare in vista della finale. Quelli che stanno peggio dal punto di vista muscolare sono Taylor e Noslin. Sul centrocampista olandese, peraltro in diffida in campionato, ci sono molti dubbi per domani. Ha corso per tutta la partita, nei supplementari è stato penalizzato dai crampi ma ha avuto lo stesso la freddezza di trasformare uno dei rigori decisivi per piegare la resistenza dell'Atalanta. Discorso diverso per Gila uscito nel secondo tempo per un colpo preso alla caviglia ma già reduce da un'infiammazione al tendine rotuleo destra che lo tormenta da tempo. Il comunicato del club di venerdì ha tranquillizzato il giocatore e Sarri. «Gila ha riportato un trauma contusivo-distorsivo di lieve entità alla caviglia. Il calciatore ha già iniziato il protocollo riabilitativo e le sue condizioni cliniche saranno rivalutate nei prossimi giorni». Poca roba, insomma, ma per evitare guai guarderà la sfida contro l'Udinese dalla panchina. Probabile turno di riposo anche per Tavares, Pellegrini ha superato tutti i problemi e può far rifiatare il portoghese dopo otto partite consecutive, peraltro tutte a buon livello anche come tenuta difensiva. Sicuro del posto anche Provstgaard mentre Basic e Dele-Bashiru potrebbero comporre con Patric il terzetto di centrocampo con Belahyane che, in questo finale di stagione, potrebbe avere un'occasione per rivedere il campo di gioco. In attacco ci sono molte risorse, Maldini scalpita per riprendersi il posto, Pedro spera di avere minuti così come Ratkov scivolato nelle gerarchie del tecnico dopo qualche presenza appena arrivato nella Capitale. Inutile parlare di Prytzborek, il diciannovenne polacco che si è intravisto nel derby Primavera. Per Sarri è ancora troppo acerbo ma nelle ultime cinque gare di campionato potrebbe almeno bagnare con l'esordio il suo arrivo in Italia. L'allenatore biancoceleste ha previsto per molti dei suoi giocatori dei programmi personalizzati, nessun particolare sarà sottovalutato. C'è bisogno davvero di tutti per provare a presentarsi al massimo nella sfida contro l'Inter e tutto lo staff della Lazio cercherà in questi diciassette giorni di portare il gruppo al top della condizione fisica e mentale. Ora c'è l'Udinese, domani sera si torna in campo, ma la testa di tutti è solo alla finale.
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