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Ilaria Sula uccisa in casa, stretta sui genitori di Mark: al vaglio le celle telefoniche
Oggi 05-04-25, 09:21
«Ho fatto tutto da solo». Mark Samson, il filippino 23enne reo confesso per l'omicidio di Ilaria Sula, continua a ripetere da carcere che nessuno lo ha aiutato, che il delitto lo ha compiuto da solo: «Ho avuto un raptus». Anche ieri, durante l'udienza di convalida a Regina Coeli davanti al giudice per le indagini preliminari, il presunto killer della studentessa di Statistica alla Sapienza ha affermato che ha impugnato il coltello la mattina del 26 marzo, il giorno dopo della scomparsa di Sula, e di averla colpita al collo e di averla messa in un sacco e poi in una valigia marrone chiaro ritrovata sei giorni dopo in un dirupo a Poli, a 40 chilometri dalla Capitale. Ma, secondo quanto accertato fin ora dagli investigatori della Squadra Mobile e dagli agenti del commissariato San Lorenzo, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, il delitto sarebbe stato commesso quando anche i genitori del 23enne erano in casa in via Homs, al quartiere Africano. L'ex fidanzato di Ilaria Sula, davanti al gip, ha di nuovo «difeso» il padre e la madre, come avvenuto anche durante l'interrogatorio di fronte al pubblico ministero il giorno in cui è stato fermato. Ma qual è la «difesa» dell'indagato verso i genitori? Il silenzio. Infatti, anche ieri, Mark Samson, quando il giudice gli ha rivolto domande riguardo al ruolo dei genitori, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Ma sarà l'esame delle celle telefoniche, che hanno agganciato i cellulari del padre e della madre del filippino, a chiarire la posizione processuale di entrambi. Nel corso dell'udienza di convalida, il 23enne, tra l'altro, ha negato di aver premeditato il delitto. Al ragazzo vengono contestati, per ora, i reati di omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva e l'occultamento di cadavere: l'arresto è stato poi convalidato. Gli inquirenti stanno quindi passando sotto la lente d'ingrandimento la posizione del padre e della madre del filippino: alcune dichiarazioni della mamma avrebbero insospettito chi indaga e gli investigatori avrebbero dunque deciso di approfondire se possa o meno aver avuto un ruolo nell'omicidio, commesso, secondo gli inquirenti, nella camera da letto del figlio. Intanto, sull'auto in uso a Samson, di proprietà del padre, con la quale avrebbe trasportato il cadavere di Ilaria Sula a Poli, nascosto in un trolley, poi gettato da un dirupo del Monte Guadagnolo a Capranica Prenestina, nell'hinterland romano, la polizia Scientifica non ha trovato tracce di sangue: adesso, però, gli investigatori stanno accertando chi fosse a bordo dell'utilitaria il 26 marzo alle 18. Mark era solo o con qualcuno? Tracce ematiche, invece, sono state trovate nella stanza del filippino dove vive con i genitori in via Homs. Sangue che sarebbe stato anche ripulito. E uno degli interrogativi al quale vuole dare una risposta la procura è proprio se Mark abbia cercato di cancellare le tracce ematiche da solo oppure se anche i genitori possano aver partecipato. Sentito ieri per cinque ore in carcere, l'indagato ha raccontato di aver caricato il corpo in macchina il 26 marzo, abbandonandolo poi nel pomeriggio in un burrone. In mano agli inquirenti c'è la registrazione del passaggio dell'auto del reo confesso alle 18 a 500 metri dal dirupo. Nelle prossime ore, entrambi i genitori potrebbero essere nuovamente ascoltati dagli inquirenti alla luce dei risultati scientifici.
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