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Iran, crisi carburante: restrizioni in 4 aeroporti italiani. A rischio i voli estivi
Oggi 04-04-26, 15:01
A causa dello choc finanziario provocato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, per via della guerra in Iran, negli aeroporti di Bologna, Milano Linate, Treviso e Venezia sono entrate in vigore le prime restrizioni sulla fornitura di carburante per l'aviazione. L'attivazione della misura, comunicata tramite bollettino Notam (Notice to AirMen, ndr), rimarrà operativa fino al 9 aprile. La distribuzione negli scali di Bologna e Venezia, come specificato da appositi avvisi, prevede una scala di priorità per garantire la continuità dei servizi essenziali: prima i voli sanitari, poi quelli di Stato e infine le tratte commerciali di durata superiore alle tre ore. Per tutti i restanti servizi, erogazione contingentata. Con l'arrivo della bella stagione, la crisi in Medio Oriente rischia di provocare danni anche per i viaggi estivi. La situazione potrebbe provocare une effetto a catena, costringendo le compagnie aeree a tagliare i collegamenti e cancellare i voli per carenza di carburante nel periodo in cui più aumentano gli spostamenti dei cittadini. "Eventuali restrizioni non solo lascerebbero i cittadini a terra, col rischio di perdere quanto pagato per strutture ricettive o altri servizi turistici precedentemente acquistati - ha detto Kathrin Cois, direttore generale di RimborsoAlVolo - ma rientrerebbero anche nelle circostanze eccezionali non imputabili alle compagnie aeree, facendo così venire meno il diritto dei passeggeri al risarcimento fino a 600 euro previsto dalla normativa comunitaria in caso di cancellazione dei voli. In base al Regolamento CE n. 261/04, inoltre, l'indennizzo non è previsto se il passeggero viene informato della cancellazione con almeno due settimane di preavviso”. Al riguardo, sono intervenute anche le Big dei cieli. Da Lufthansa, che parla di "aumento drastico dei prezzi di cherosene, in alcuni casi oltre il 100%", a Ryanair che invece va più cauta: "Non prevediamo carenze di carburante nel breve termine, ma la situazione è in evoluzione. Al momento i nostri fornitori di carburante possono garantire le forniture fino a metà-fine maggio. Se la guerra in Iran dovesse concludersi presto, l'approvvigionamento non verrà interrotto. Se invece la chiusura dello Stretto di Hormuz dovesse protrarsi fino a maggio o giugno, non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei". E conclude: "Con i prezzi del carburante raddoppiati nel mese di marzo, prevediamo che tutte le compagnie aeree trasferiranno questi costi più elevati sotto forma di tariffe aeree più alte dopo Pasqua e nel corso dell'estate". La guerra infuria nel Golfo e i governi corrono ai ripari per evitare la congestione nel lungo periodo che, con l'arrivo dell'estate, potrebbe limitare il turismo e far aumentare il danno provocato alla crisi energetica.
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