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Iran-Stati Uniti, conclusi i colloqui in Oman. Ambasciata Usa: "Lasciare ora il paese"
Oggi 06-02-26, 17:35
Si sono da poco conclusi a Muscat, in Oman, i colloqui negoziali sul nucleare fra la Repubblica Islamica Iraniana e gli Stati Uniti guidati dall'inviato speciale in Medio Oriente Steve Witkoff. L'Oman aveva già ospitato gli incontri nella primavera 2025, poi interrotti dalla 'guerra dei 12 giorni' fra Israele-Usa e gli Ayatollah. Prima dell'incontro, il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi aveva fornito rassicurazioni circa la difesa della "sovranità e sicurezza nazionale" da qualsiasi "richiesta eccessiva o avventurismo" americano. E, durante lo svolgimento dei lavori, era giunto anche il sostegno di Pechino che esortava gli Ayatollah a opporsi alle "intimidazioni unilaterali". Nessuno sbilanciamento sui possibili sviluppi, ma nel frattempo il clima è stato scosso dall'ambasciata americana in Iran, che ha inviato i concittadini "a lasciare ora il paese" o, in ogni caso, a prevedere un piano "che non dipenda dall'aiuto del governo statunitense". Per gli impossibilitati, la nota richiede di "evitare le dimostrazioni, mantenere un basso profilo e fare attenzione a ciò che vi circonda". Il motivo è dato dalle "misure di sicurezza rafforzate" con "chiusure stradali, interruzioni del trasporto pubblico e blocchi di Internet". Pertanto occorre "pianificare mezzi di comunicazione alternativi e, se possibile, prendere in considerazione l'idea di lasciare l'Iran via terra per raggiungere l'Armenia o la Turchia", Per quanto riguarda i voli, l'ambasciata mette in guardia: "Cancellazioni e interruzioni dei voli sono possibili con poco preavviso". Altro consiglio è quello di "tenere il telefono carico e continuare a comunicare con familiari e amici" oltre a tenere a portata di mano "cibo, acqua, medicinali e altri beni di prima necessità". Il dipartimento di Stato ha annunciato sanzioni contro 15 entità, due individui e 14 navi della flotta ombra coinvolti nel commercio illecito di petrolio, prodotti petroliferi e prodotti petrolchimici iraniani. Queste, si legge in una nota, hanno "generato entrate che il regime utilizza per finanziare le sue attività dannose. Invece di investire nel benessere del proprio popolo e nelle infrastrutture fatiscenti, il regime iraniano continua a finanziare attività destabilizzanti in tutto il mondo e a intensificare la repressione all'interno dell'Iran".
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