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La “pala” della discordia pronta ad andare in Slovenia. Menia: “No a una Gioconda 2.0”
Oggi 30-08-25, 09:35
L'Italia restituirà alla Slovenia la pala rinascimentale di Vittore Carpaccio. Ad annunciarlo la tv Capodistria. La "Madonna col Bambino e i Santi", opera d'arte ammirata in tutto il pianeta e conservata fino ad ora a Padova, potrebbe lasciare il Bel paese. Il trasferimento, secondo l'emittente locale, dovrebbe avvenire tra il 10 e l'11 settembre, ovvero quando dovrebbe tenersi la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Questa «bellezza assoluta», come l'ha definita più di qualche critico, insieme ad altri capolavori di Giambattista Tiepolo, Paolo Veneziano e Alvise Vivarini, è rivendicata da oltre venti anni perché proveniente da una chiesa istriana. Come tanti altri oggetti di valore, fu spostata a Roma, durante la seconda guerra mondiale, al fine di proteggerla. Un trasferimento, allora, più che legittimo, considerando che avveniva all'interno del territorio nazionale. Motivo per cui gli ultimi governi hanno sempre considerato nostro un dipinto, ritenuto più di un semplice tassello del nostro preziosissimo patrimonio artistico. Ecco perché il senatore di Fratelli d'Italia Roberto Menia, attraverso una missiva, scritta col cuore, chiede alle nostre istituzioni di effettuare il massimo sforzo per tenere entro i nostri confini un qualcosa che gli italiani hanno sempre sentito proprio. «Ritrovo - rivela - tra i miei atti parlamentari una preziosa risposta che mi dette il sottosegretario agli Esteri Mantica, in cui veniva evidenziato come il Ministero degli Affari Esteri escludeva che da parte slovena potessero essere avanzate pretese o rivendicazioni a riguardo». Il parlamentare, poi, si appella alla legge nazionale, che recepisce quella europea, per cui è vietata l'esportazione e l'uscita definitiva delle opere d'arte dal territorio nazionale, consentendo solo esportazioni temporanee per un massimo di quattro anni. «Vale o no ancora - si chiede - questa norma? Se "sì" vale per tutti e la pala rinascimentale non può essere data alla Slovenia». A suo parere, tra l'altro, si tratterebbe di un "bene soggetto a tutela dalla Sopraintendenza", che dunque deve dare l'approvazione per l'espatrio. Ragione per cui si rivolge a chi dovere affinché si attivi subito l'iter necessario per fermare un ipotetico trasferimento che, secondo la sua particolare ricostruzione, sarebbe in procinto di essere realizzato, mediante un escamotage per cui il dipinto, apparterebbe all'ordine francescano e dunque dovrebbe tornare nella Chiesa di San Francesco a Pirano. Nulla ancora è stato ancora ufficializzato, ma è evidente come la questione, nelle prossime ore, potrebbe alimentare il dibattito in uno stivale, che certamente non può permettersi «una Gioconda 2.0», come la definisce Menia. L'onorevole, tra quei giovani che, come tanti esuli, andò in piazza, quando la terra di sua madre non fece più parte della nostra nazione, evidenzia, infatti, come la sua comunità non resterà indifferente rispetto a quello, che qualora andasse in porto (considerando che allo stato non ci sono fonti ufficiali che lo confermano) rappresenterebbe un ulteriore sfregio per quei territori: «Spero -sottolinea - che si possa trovare una soluzione. Mi rivolgerò a tutti, senza alcuna esclusione. E chiaro, però, come tale vicenda, avendo vissuto in prima persona quegli anni, fa male. A noi cosa ci restituirà mai la Slovenia? Le nostre case, i nostri ricordi? Le piante dei nostri genitori? La storia che ci è stata cancellata?».
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