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La sparata di Lerner su Chiocci è un boomerang. Storace: "Gli rinfresco la memoria..."
Ieri 30-08-25, 18:57
Botta e risposta tra Gad Lerner e Francesco Storace dopo le indiscrezioni sul direttore del Tg1, Gian Marco Chiocci, per il quale si parla di un possible ruolo di portavoce della premier Giorgia Meloni. "Carrierona meritata, quella di Gian Marco Chiocci, autore dello scoop del secolo: 20 minuti d'intervista a Gennaro Sangiuliano su Maria Rosaria Boccia - attacca Lerner su X - Così nell'Italia di Meloni si vola direttamente dalla direzione del Tg1 a Palazzo Chigi. È il giornalismo, bellezza". Non si fa attendere la risposta di Storace, che, sempre su X, pubblica un tweet dal titolo "Lerner, lo smemorato", corredato dal video del Tg1 in cui Lerner spiega le sue dimissioni dalla direzione a tre mesi dall'insediamento a seguito di polemiche scaturite dalla messa in onda a sua insaputa di alcuni filmati riguardanti la pedofilia. "Con un tweet senza stile Lerner si permette di attaccare un professionista con i fiocchi come Gianmarco Chiocci. Rinfreschiamogli la memoria sulla sua uscita di scena dal @Tg1Rai", scrive Storace. LERNER, LO SMEMORATO - Con un tweet senza stile @gadlernertweet Lerner si permette di attaccare un professionista con i fiocchi come Gianmarco #Chiocci. Rinfreschiamogli la memoria sulla sua uscita di scena dal @Tg1Rai https://t.co/EQCUzugH3Y pic.twitter.com/cZ6D6sVO2g — Francesco Storace (@Storace) August 30, 2025 Sulle voci che lo riguardano Chiocci, già direttore de Il Tempo e attualmente alla guida del telegiornale di Rai1, dichiara ad Andkronos: "Sì, ho letto queste indiscrezioni stampa. Di vero c'è solo che nei giorni scorsi la premier mi ha sondato informalmente per capire una mia eventuale, futura, disponibilità nella gestione della comunicazione, affiancando il collega Fabrizio Alfano che segue già tutta la comunicazione di Palazzo Chigi e del Consiglio dei Ministri. Una chiacchierata, come tante altre in questi mesi, a cui non è seguita assolutamente alcuna decisione da parte mia. E' ovvio che qualora dovessi prenderla in considerazione ne informerei per tempo prima l'azienda dimettendomi conseguentemente da direttore del Tg1. Ma allo stato, ripeto, non c'è nulla".
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