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“Atto di guerra”. L'Iran minaccia l'Europa, ma arriva il sostegno militare a Cipro
Oggi 03-03-26, 12:43
Le parole arrivate oggi da Esmaeil Baqaei segnano un salto di qualità nello scontro tra Teheran e l'Occidente: «Sarebbe un atto di guerra». Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha infatti messo in guardia i Paesi europei dall'aderire in qualunque forma alla campagna israelo-americana contro la Repubblica islamica, avvertendo che ogni partecipazione verrebbe considerata «complicità con gli aggressori» e dunque «atto di guerra contro l'Iran». La minaccia è diretta e senza ambiguità, ma non nasce nel vuoto: è la risposta a un clima già incendiato dagli sviluppi delle ultime 48 ore e, soprattutto, dalla tensione esplosa attorno a Cipro, divenuta un altro epicentro della crisi. Dei droni iraniani (lanciati dal Libano) hanno raggiunto l'isola, costringendo all'annullamento della riunione informale dei ministri degli Affari europei prevista nel Paese, che detiene la presidenza di turno dell'Ue. Obiettivo dichiarato sarebbero le basi britanniche di Akrotiri, finite nel mirino dopo la decisione di Londra di concedere ulteriori avamposti agli Stati Uniti. Il messaggio è chiaro: la crisi non resta confinata al Medio Oriente, ma lambisce direttamente il territorio europeo, ed è questo il punto di rottura che spiega il tono ultimativo di Teheran verso le capitali del Vecchio continente. Mentre l'Iran alza il livello dello scontro, l'Unione europea si muove con estrema cautela. L'Alta rappresentante per la politica estera, Kaja Kallas, ha definito la morte di Ali Khamenei «un momento decisivo nella storia dell'Iran», mentre la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha auspicato che il popolo iraniano possa «plasmare un futuro più libero». Al di là delle dichiarazioni politiche, però, Bruxelles evita accuratamente di esprimersi sulla legittimità internazionale degli attacchi congiunti Usa-Israele contro la teocrazia persiana e si limita a invitare «tutte le parti alla massima moderazione». Dietro l'equilibrismo c'è la consapevolezza delle profonde divergenze tra i 27 in politica estera. Non a caso von der Leyen ha convocato un Collegio straordinario dei commissari sulla sicurezza solo due giorni dopo gli attacchi, segnale di una reattività che appare lenta rispetto alla rapidità degli eventi. Ma la Ue ha deciso di non stare con le mani in mano operativamente ed è andata in soccorso di Cipro. L'agenzia di stampa cipriota Cna ha riferito che la Francia intende mandare sistemi anti-drone e sistemi anti-missile e una seconda fregata al largo dell'isola, così come concordato in una telefonata tra il presidente francese Emmanuel Macron ed il presidente cipriota Nikos Christodoulides. Il Times ha invece dato notizia dell'invio a Cipro di una nave da guerra britannica nell'ambito della più ampia strategia per rafforzare la sua presenza militare nella regione.
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