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Madre e figlia morte a Campobasso: cosa dice il fratello della vittima
Oggi 11-04-26, 09:28
Il caso della morte di una madre e della figlia, avvenuta in provincia di Campobasso in circostanze ancora tutte da chiarire, continua a suscitare interrogativi e tensioni. La vicenda è tornata al centro dell'attenzione mediatica nella puntata di “Quarto Grado”, il programma di approfondimento giornalistico in onda su Rete 4, dove è intervenuto il fratello di Antonella, una delle due vittime. Nel suo racconto televisivo, l'uomo ha espresso piena fiducia nei confronti del cognato e della nipote, respingendo qualsiasi sospetto di responsabilità interna alla famiglia. “Non lo so se è una cosa di routine, però secondo me non c'entrano nulla. Mio cognato e mia nipote li conosco. Che gli devo chiedere?”. Non farebbero mai del male? Alla domanda reiterata della giornalista l'uomo ha risposto: “Assolutamente, no”, ribadendo con fermezza la sua convinzione sull'innocenza dei familiari. Una posizione netta che si inserisce però in un contesto investigativo ancora aperto, dove le certezze sono poche e le piste al vaglio degli inquirenti restano molteplici. Secondo gli ultimi aggiornamenti diffusi da Sky TG24 e altri media di cronaca giudiziaria, l'inchiesta si sta concentrando sull'ipotesi di un avvelenamento da ricina, una sostanza altamente tossica che può risultare letale anche in dosi minime. Le analisi tossicologiche effettuate sui corpi delle vittime avrebbero infatti evidenziato tracce compatibili con questa sostanza, aprendo uno scenario investigativo molto più complesso rispetto all'ipotesi iniziale di una semplice intossicazione alimentare. Gli inquirenti della Procura competente stanno lavorando su un fascicolo al momento contro ignoti, senza iscrizioni nel registro degli indagati. Una scelta che indica come il quadro probatorio sia ancora in fase preliminare e in continua evoluzione. Mamma e figlia avvelenate, a #Quartogrado la testimonianza del fratello di Antonella che difende il cognato e la nipote pic.twitter.com/pcZUtwlvJO— Quarto Grado (@QuartoGrado) April 10, 2026 Parallelamente agli accertamenti tecnici, la squadra mobile ha avviato una serie di audizioni tra familiari, amici e conoscenti delle vittime. L'obiettivo è ricostruire con precisione le ultime ore di vita della madre e della figlia, cercando eventuali elementi utili a chiarire come e quando possa essere avvenuta l'esposizione alla sostanza tossica. Secondo quanto emerso da ricostruzioni giornalistiche, gli investigatori stanno passando al setaccio: i movimenti nelle ore precedenti ai malori, eventuali contatti con persone esterne al nucleo familiare e le dinamiche interne alla famiglia nei giorni immediatamente precedenti ai decessi. Al momento, tuttavia, non emergono elementi pubblici che indichino con certezza una responsabilità specifica. La vicenda ha subito una progressiva evoluzione investigativa. In una prima fase, infatti, si era ipotizzata una causa naturale o una possibile intossicazione accidentale. Successivamente, però, gli esami clinici e tossicologici avrebbero indirizzato gli investigatori verso uno scenario più grave. L'ipotesi dell'avvelenamento doloso ha infatti trasformato il fascicolo in una possibile indagine per omicidio, anche se al momento non sono stati formalizzati capi di imputazione. Fonti investigative riportate dalla stampa nazionale sottolineano come sia ancora prematuro parlare di un movente o di un responsabile, ma l'attenzione degli inquirenti resta alta su ogni possibile pista. In questo contesto complesso, la testimonianza del fratello di Antonella rappresenta una voce interna al nucleo familiare che si discosta completamente dalle ipotesi investigative. La sua difesa del cognato e della nipote evidenzia una frattura tra la percezione privata dei rapporti familiari e la necessità degli inquirenti di esplorare anche scenari più delicati. Una dinamica frequente nei casi di cronaca nera ancora irrisolti, dove il confine tra affetti personali e ricostruzione giudiziaria può diventare particolarmente sensibile. A oggi, il caso resta aperto e lontano da una svolta definitiva. Le analisi tossicologiche, gli interrogatori e gli approfondimenti tecnici proseguono senza pause, mentre la comunità e i familiari attendono risposte che possano chiarire definitivamente la dinamica dei decessi. La Procura mantiene il massimo riserbo, segno che il quadro investigativo è ancora in costruzione e soggetto a possibili sviluppi. Nel frattempo, la vicenda continua a muoversi tra dolore privato e attenzione mediatica, alimentata anche da trasmissioni come “Quarto Grado”, che riportano alla ribalta elementi emotivi e testimonianze dirette, senza però modificare il percorso delle indagini.
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