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Piccardo minaccia Il Tempo. Arriva la solidarietà della politica: “Inaccettabile, è un reato”
Oggi 30-08-25, 12:17
La verità ti fa male, lo so. Le parole del capolavoro di Caterina Caselli, che nel 1966 lanciarono la cantante modenese nell'Olimpo della musica italiana, ben si confanno alla grottesca dinamica alla quale stiamo assistendo. Il nostro quotidiano sta raccontando dei discutibili rapporti che, esponenti dell'Islam estremista, hanno avuto con politici progressisti, degli strani finanziamenti ottenuti per edificare moschee nello Stivale e dei folli sermoni finalizzati alla diffusione della Sharia anche in Italia. Un'inchiesta che, i giornaloni fanno finta di non vedere, tacendo anche di fronte alle minacce ricevute alla nostra redazione. In questo clima, c'è poi chi invoca apertamente la censura. O persino la morte. Roberto Hamza Piccardo, uno dei cofondatori dell'Ucoii, uno dei volti più importanti dell'Islam a livello internazionale, ha scritto sul proprio profilo Facebook queste inquietanti parole: "con questi miserabili non c'è nessun onore. Basterebbe tirare lo sciacquone". Una frase che, nella sua pochezza culturale ed intellettuale, identifica chi l'ha pronunciata. "Ci mancava solo Piccardo contro Il Tempo, vecchio esponente di una realtà islamica, sempre su una linea di confine tra ciò che si può accettare e ciò che suscita perplessità - ha sottolineato Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia -. Le parole insultanti che ha utilizzato non possono essere accettate da dimostrano ancora di più come l'ambiente dell'UCOII vada guardato con grande sospetto. Forza Italia monitorerà ancor più attentamente di quanto già fatto i loro movimenti perché stanno emergendo connivenze inquietanti". Dello stesso tenore anche la presa di posizione di Sara Kelany, deputato di Fratelli d'Italia: "È inaccettabile che Hamza Roberto Piccardo, fondatore di UCOII, lanci violente invettive contro il Tempo, aggiungendosi al coro di chi in questi giorni ha minacciato il direttore Tommaso Cerno ed i giornalisti che si stanno occupando di disvelare i legami e le contiguità esistenti tra le sinistre pro pal e Hamas. Ricordiamo a Piccardo che ancora oggi non ha spiegato perché rilanciava sui propri canali social interviste concesse dai leader di Hamas al quotidiano La Luce – diretto peraltro da uno dei suoi figli - e post che inneggiavano apertamente alla stessa organizzazione terroristica. Oltre ad aver solidarizzato pubblicamente con l'Imam Zulfiqar Khan espulso, anche a seguito di nostra interrogazione, per motivi di sicurezza dello Stato connessi al fanatismo religioso. Lo stesso Piccardo, durante un'intervista, a seguito di domande che gli erano apparse scomode, aveva invitato con protervia e con aria minacciosa una giornalista Mediaset a starsene 'a casa con le sue figlie', mostrando anche in quel frangente il disprezzo per la libertà di stampa e per le donne non sottomesse. Sappia Piccardo che l'Italia non è una repubblica islamica, che qui la stampa è libera e indipendente e che minacciare azioni violente costituisce un reato. Solidarietà al Tempo, al direttore ed ai giornalisti, che sono certa non si faranno intimidire". Parole di vicinanza al nostro quotidiano sono state espresse anche da Alessandro Bertoldi, direttore esecutivo Istituto Milton Friedman. “É particolarmente preoccupante che Roberto Hamza Piccardo, uno dei cofondatori dell'Ucoii, tra i volti più importanti dell'Islam in Italia, attacchi la stampa libera come Il Tempo dicendo che andrebbe tirato lo sciacquone, e lo é perché proprio con questo linguaggio si alimenta la violenza e le reazioni più aggressive. Basta leggere i commenti conseguenti il suo in cui si invocano le punizioni di Allah per capire cosa suscitano certe affermazioni. L'Istituto Friedman prosegue la battaglia per la difesa della libertà e contro gli estremisti che minacciano i nostri valori democratici e liberali a fianco de il Tempo, esprimendo alla redazione piena solidarietà. Non molliamo perché presto anche grazie a questi giornalisti coraggiosi e alle loro inchieste tutta la verità verrà a galla”.
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