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Sempio e il rebus del movente. Dal "segreto indicibile" alle avances
Oggi 30-11-25, 08:08
Dal Dna sulle unghie della vittima alla scena del crimine, passando per le intercettazioni e l'alibi falso, fino ad entrare nel movente e completare l'impianto accusatorio da esibire al processo contro Andrea Sempio. La Procura di Pavia, diretta da Fabio Napoleone, e i carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano, agli ordini del colonnello Antonio Coppola, stanno componendo gli ultimi tasselli dell'omicidio di Garlasco, dopo la conferma che il Dna su due unghie di due mani di Chiara Poggi ha il codice genetico contenuto nel cromosoma Y di Sempio. Il nodo sul Dna è stato sciolto dalla genetista Denise Albani, nominata dal gip Daniela Garlaschelli, nell'incidente probatorio che cristallizza la prova per il processo e demolisce la perizia del professor Francesco De Stefano, esperto incaricato dall'Appello bis finito con la condanna di Alberto Stasi, alla quale sia la difesa di Sempio che il team della famiglia Poggi continua ad appigliarsi per bollare la valutazione del perito Albani come priva di «validità scientifica» e «nulla». E mentre l'indagato punta sulla contaminazione per contrastare l'accusa, la quale ha assolto all'onere della prova dimostrando quello che è l'incipit di tutta l'inchiesta, partita con la consulenza del professor Carlo Previderè e della collega Pierangela Grignani che certificava la piena compatibilità con il Dna di Sempio, ora l'attenzione degli inquirenti si è concentrata a consolidare anche il movente del delitto, grazie alle risultanze investigative e a quelli che vengono definiti dagli investigatori «plurimi indizi contro Sempio». Sebbene ci sia il più stretto riserbo sulle motivazioni che avrebbero spinto l'allora 19enne a presentarsi quella mattina del 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli dove Chiara è stata massacrata, le indiscrezioni puntano su un movente personale, che sarebbe legato a una sfera intima. D'altronde quelle tre telefonate fatte a casa Poggi tra il 7 e l'8 agosto, per chi indaga, sarebbero il segnale di un'attenzione particolare di Sempio verso la sorella del suo amico e non maldestri tentativi di contattare Marco Poggi. Due gli scenari più battuti dalla nuova inchiesta: un segreto indicibile scoperto da Chiara, e da qui il raid per tapparle la bocca, oppure un approccio sfociato in un rifiuto, che avrebbe potuto scatenare la furia omicida dell'indagato. Scenari che rafforzeranno il movente in un senso o nell'altro solo dopo che verrà depositata anche la consulenza medico legale della professoressa Cristina Cattaneo, chiamata dai pm ad accertare l'orario della morte, le armi del delitto e le fasi omicidiarie, completando così il quadro già tracciato nella relazione del Ris di Cagliari sulla traiettoria delle macchie di sangue e sulla presenza di tracce di eventuali complici sulla scena del crimine.
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