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Trapianto, l'Italia dà l'addio al piccolo Domenico e i Nas indagano sugli errori
Ieri 21-02-26, 22:54
Dalle più importanti cariche istituzionali ai leader di partito, la politica italiana si è stretta alla famiglia di Domenico, il bimbo di due anni trapiantato con un cuore danneggiato e morto all'ospedale Monaldi di Napoli. "L'Italia intera si stringe nel dolore per la scomparsa del piccolo Domenico, un guerriero che non sarà dimenticato", ha scritto sul social network X la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, rivolgendo "alla mamma Patrizia, al papà Antonio e a tutti i suoi cari, a nome mio e del Governo, il più sincero abbraccio e il più profondo cordoglio. Sono certa che le autorità competenti faranno piena luce su questa terribile vicenda". Parole di dolore anche dal vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani: "Il coraggio della sua mamma, Patrizia, sia d'esempio a tutti noi, ci stringiamo al suo dolore, un dolore che sento mio dal profondo del cuore". La tragica scomparsa del piccolo Domenico "lascia un grande dolore e un senso di profonda ingiustizia", è il pensiero del presidente del Senato Ignazio La Russa, che trasmette "alla famiglia il sentito cordoglio del Senato della Repubblica". La morte del piccolo Domenico "è un dolore straziante" scrive il presidente della Camera dei Deputati Lorenzo Fontana, esprimendo "vicinanza, nel profondo cordoglio di tutta la comunità che chiede verità e giustizia". Sulla vicenda è intervenuto anche il ministro della Salute Orazio Schillaci, che si è detto "profondamente addolorato", trasmettendo ai genitori "un pensiero di affetto, rispetto e sincera vicinanza a nome mio e di tutto il Servizio Sanitario Nazionale". Fare "luce e chiarezza" sulla vicenda è l'auspicio espresso dalla leader del Partito democratico Elly Schlein, sottolineando che "la madre chiede di non dimenticare" e "non lo faremo". Anche il Movimento 5 Stelle in una nota auspica "che venga fatta rapidamente piena luce su quanto accaduto", rivolgendo alla famiglia "le nostre più sincere e sentite condoglianze" per la morte del piccolo Domenico che "ci colpisce profondamente". Il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi è stato tra i primi ad esprimersi dopo la notizia del decesso del bimbo all'ospedale Monaldi, dove il 23 dicembre scorso era stato sottoposto al trapianto di cuore con un organo danneggiato durante il trasporto da Bolzano. "Ci stringiamo alla famiglia in un grande abbraccio e come Amministrazione siamo pronti a garantire ogni forma di sostegno", ha scritto sui social Manfredi, seguito dal presidente della Regione Campania Roberto Fico: "L'intera comunità dei cittadini campani si stringe con affetto ai genitori. Vi siamo vicini con commozione in questo momento di immenso dolore", ha scritto il governatore campano. Il presidente dei senatori di Forza Italia Maurizio Gasparri e segretario regionale della Campania, sempre di Forza Italia, Fulvio Martusciello, hanno chiesto l'apertura di una commissione d'inchiesta per accertare le responsabilità della morte del bambini. Sul caso già l'11 febbraio la Procura di Napoli aveva aperto un'inchiesta sulla vicenda, arrivando a indagare sei persone per il reato di lesioni colpose. Secondo la ricostruzione, il cuore donato da un paziente di Bolzano sarebbe arrivato a Napoli ormai già danneggiato irrimediabilmente: per questo erano stati sospesi dal servizio due medici dell'equipe che ha effettuato il trapianto e la direttrice del reparto di cardiochirurgia e trapianti. Con il passare dei giorni però la situazione del piccolo di due anni e 3 mesi era parsa sempre più complicata, fino alla notizia definitiva: il bimbo non era più trapiantabile. L'ultimo parere è stato quello del Bambino Gesù di Roma: "Secondo l'ospedale Bambino Gesù non era più idoneo al trapianto", aveva confermato il 14 febbraio ai media il legale della famiglia Francesco Petruzzi. Poche ore dopo, era emerso come l'organo lesionato, il cuore "bruciato", trapiantato al piccolo avrebbe viaggiato da Bolzano a Napoli in un contenitore di plastica "comune", a cui era stato applicato ghiaccio secco. Questo sarebbe emerso dai primi accertamenti eseguiti dai carabinieri del Nas, che lo avevano sequestrato nei giorni scorsi a Napoli. Secondo una prima ipotesi, però, il problema non sarebbe tanto l'utilizzo di un contenitore in plastica al posto di un box tecnologico, bensì l'applicazione di ghiaccio secco (che raggiunge temperature di -80 gradi) al posto del ghiaccio classico (-4 gradi). Le temperature nettamente più basse potrebbero aver causato lesioni al cuore. Gli stessi Nas avevano effettuato anche degli accertamenti all'ospedale San Maurizio di Bolzano.
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