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Trump perde la testa e offende Meloni. Da Macron a Sanchez tutti difendono Giorgia
Ieri 19-06-26, 23:23
Aveva lasciato il G7 di Evian convinta che il rapporto con Donald Trump fosse rimasto "immutato", come immortalato da foto e video - al netto di qualche frecciatina, come quel "sono stato abbandonato" pronunciato dal tycoon a margine del summit francese. Ma quando c'è di mezzo l'inquilino della Casa Bianca, le certezze crollano inesorabilmente. E così Giorgia Meloni si trova a gestire quello che potrebbe essere l'incidente diplomatico più complicato dall'inizio del loro rapporto: dalla luna di miele di Mar-a-Lago al disgelo dell'Alta Savoia. È Trump stesso, raggiunto al telefono dalla trasmissione di La7 "L'aria che tira", a sferrare il colpo. Prima l'ironia tagliente - "Probabilmente è contenta che io le abbia parlato. Non ero obbligato a parlarle" - poi il carico da novanta: "Mi ha implorato di fare una foto con lei. Voleva una foto con me così tanto. L'avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena". Le parole rimbalzano fino a Bruxelles, dove la premier è impegnata al Consiglio europeo. La risposta non si fa attendere: in una clip girata negli uffici dell'Europa Building, Meloni va dritta al punto. "Le dichiarazioni di Donald Trump sono dichiarazioni totalmente inventate. Sono francamente allibita", dice, prima dell'affondo: "Mi dispiace che non abbia la stessa determinazione con i nemici dell'Occidente, con i nemici degli Stati Uniti, con leadership con le quali invece si dimostra molto più accondiscendente. Però una cosa se la deve ricordare: io e l'Italia non imploriamo mai". A rendere lo scontro ancora più bruciante, il tempismo. Nei giorni del G7 francese, sulla stampa era circolata l'ipotesi di un viaggio a Washington entro luglio - un segnale di quanto il rapporto tra Roma e la Casa Bianca sembrasse ancora solido. Ipotesi che fonti governative smentiscono seccamente: "Non è mai stata un'ipotesi". La solidarietà scatta immediata, a partire dal Quirinale: il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella telefona personalmente al premier per manifestarle vicinanza. Nel governo è un coro unanime. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani annuncia la cancellazione della sua missione a Miami, dove era atteso per un business forum insieme al segretario di Stato americano Marco Rubio: "Le gravi e offensive parole del presidente Trump nei confronti del presidente del Consiglio Giorgia Meloni offendono tutta l'Italia". Il ministro della Difesa Guido Crosetto affida al social network X una riflessione più articolata: "Non posso immaginare Giorgia Meloni chiedere una fotografia a nessuno, nemmeno sotto minaccia", scrive, aggiungendo che "battute di questo tipo non fanno bene a nessuno: né agli Usa, né all'Italia, né all'alleanza". Matteo Salvini sceglie la sintesi: "Chi attacca Giorgia Meloni, attacca tutti noi", accompagnando le parole con una foto abbracciato alla premier. Il tono più duro arriva dal sottosegretario alla Presidenza del Giovanbattista Fazzolari: "I deliri di Trump su Giorgia Meloni sono solo l'ultimo episodio di attacchi e insulti rivolti ai leader europei. Non si capisce se per volontà o per inettitudine sta rovinando gli storici rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Con le sue uscite inopportune è riuscito nel non facile intento di rendere gli Usa invisi all'intero continente europeo, danneggiando non solo l'Europa ma soprattutto gli Stati Uniti". Le opposizioni colgono l'occasione con toni diversi, ma nessuna risparmia le stoccate. Carlo Calenda difende la premier sul merito - "Trump è un mentitore seriale. Questi insulti vanno respinti in quanto ledono l'onore della Nazione" - mentre Matteo Renzi sceglie il sarcasmo: "Le frasi di Trump sono orripilanti, come sempre". La segretaria dem Elly Schlein condanna gli attacchi - "inaccettabili, da respingere con forza". Il leader M5S Giuseppe Conte preferisce colpire sulle immagini circolanti a Evian - una Meloni che cerca di richiamare l'attenzione di un Trump "fintamente indifferente". Le reazioni non si fermano ai confini italiani. A Bruxelles, a margine dello stesso Consiglio europeo, arriva la voce di un alleato insperato: Pedro Sanchez, il premier spagnolo con cui Meloni aveva ingaggiato un duro diverbio proprio in sede Ue sulla linea dura di Italia e Danimarca in materia di immigrazione. Eppure è lui a offrire solidarietà senza riserve: "Tutta la mia solidarietà a Giorgia Meloni per l'attacco di Donald Trump". E aggiunge: "È un attacco né politico, né personale, non so come qualificarlo". Anche Emmanuel Macron prende le distanze dal tycoon: "Sono rimasto sorpreso dall'attacco di Donald Trump a Meloni, ne parlerò con lei". Un'occasione si presenterà presto: mercoledì 24 giugno i due si ritroveranno a Berlino per il vertice E5 sull'Ucraina, poi ad Antibes il 25, per il summit intergovernativo franco-italiano. Appuntamenti che assumono ora un significato ulteriore: dopo anni di schermaglie e rivalità, Meloni e Macron potrebbero ritrovarsi fianco a fianco non solo per ragioni di agenda, ma per necessità.
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