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Una bomba in nome di Sara e Sandrone. Da Roma ad Atene anarchici in guerra
Oggi 07-04-26, 09:28
Bombe nel nome di "Sara e Sandrone" in un filo rosso e nero - questi colori amati dagli anarchici - che unisce Roma e Atene. La guerra della galassia della "A" cerchiata agli Stati e all'autorità continua nel nome dei due militanti uccisi dall'esplosivo che stavano maneggiando nel casale abbandonato del parco degli Acquedotti, nella notte tra il 19 e il 20 marzo. Un attentato incendiario compiuto in Grecia nei giorni scorsi è stato infatti rivendicato dai Nuclei di Azione Diretta e in particolare dal "Nucleo Alessandro Mercogliano/Sara Ardizzone". Gli anarchici greci hanno preso di mira l'edificio dove abitano il preside del Politecnico di Atene, Panayiotis Tsanakas, e un agente della polizia antisommossa. "All'alba del 25 marzo abbiamo attaccato con un ordigno incendiario l'abitazione in cui risiedono il preside del Politecnico di Atene, Panayiotis Tsanakas, e un agente della polizia antisommossa nel quartiere di Zografou. Le nostre ricerche sul capo spia della cricca accademica del Politecnico ci hanno rivelato una coincidenza al tempo stesso singolare e poeticamente suggestiva. Una spia e un poliziotto che lavorano e vivono insieme: un'immagine quantomeno commovente", scrivono gli anarchici nella rivendicazione pubblicata in italiano da LaNemesi. Nel lungo documento gli insurrezionalisti dedicano un ampio passaggio ad Ardizzone e Mercogliano. "Dedichiamo la nostra azione ai compagni anarchici italiani", si legge, "che hanno perso la vita in seguito all'esplosione accidentale di un ordigno artigianale. Per onorare la loro memoria, abbiamo intitolato a loro il nucleo che ha compiuto l'attacco. Sara, Alessandro, Kyriakos e centinaia di altri combattenti per la libertà sono un monito per tutti noi". La rivendicazione è anche un appello senza troppi giri di parole a prendere le armi: "Per tutti coloro che parlano di lotta radicale contro il sistema cannibale che distrugge le nostre vite. Un invito affinché ognuno di noi faccia un piccolo passo in più. Aumentare i rischi e gli impegni. Rafforzare la propria determinazione e armarsi. Onoriamo la memoria e le scelte dei nostri compagni e delle nostre compagne caduti, moltiplicando i focolari di resistenza attiva". E ancora: "La delusione, il brontolio e la 'politica' dei bar e dei caffè devono lasciare il posto alla propaganda delle azioni cospirative". Il testo non cita Alfredo Cospito, l'anarchico al 41 bis già compagno di lotta dei due "caduti in combattimento" Ardizzone e Mercogliano. Tra meno di un mese il ministro della Giustizia dovrà confermare o rimuovere il regime di carcere duro per il pescarese. Una data che aveva spinto la galassia anarchica a intensificare la sua azione. L'esplosione di Capannelle consegna così al movimento due nuovi "martiri" mentre cresce la tensione per l'assemblea pro Cospito di piazza Nuccitelli, al Pigneto, il 10 aprile, che sarà seguita da una manifestazione a Trastevere il 18 aprile. L'inchiesta sulla bomba di Roma è finalizzata a capire anche quanto solidi siano questi legami e quali collegamenti ci siano tra gli attentati e i sabotaggi realizzati dalle diverse cellule. Se ad Atene colpisce il Nucleo Mercogliano/Ardizzone, non mancano azioni anarchiche compiute in Italia in nome di Xymitiris, il greco citato anche nella rivendicazione, come la bomba piazzata alla facoltà di Scienze investigative dell'Università di Perugia, a Narni, solo un anno fa. Ad Atene, inoltre, è terminato domenica il tredicesimo Congresso internazionale delle Federazioni anarchiche. Esplosivi, messaggi cifrati e chiamate alle armi si sovrappongono mentre la data della mobilitazione contro il 41 bis si avvicina.
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