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Una sola condanna per la strage ferroviaria di Pioltello. Assoluzione per Rfi
Ieri 25-02-25, 16:31
Una sola condanna e otto assoluzioni tra cui la società Rfi. È la decisione dei giudici del tribunale di Milano che, a oltre sette anni di distanza dai fatti, hanno emesso la sentenza di primo grado nel processo sul disastro ferroviario di Pioltello del 25 gennaio 2018, quando un treno regionale Cremona-Milano Porta Garibaldi uscì dai binari causando tre morti e un centinaio di feriti. Per gli imputati le accuse sono, a vario titolo, di disastro ferroviario colposo, omicidio colposo e lesioni colpose. La corte ha stabilito l'assoluzione per l'ex amministratore delegato di Rfi Maurizio Gentile, a processo a Milano con altri ex dirigenti, dipendenti e tecnici di Rfi. Per lui la procura aveva chiesto una condanna a 8 anni e 4 mesi. Assolto anche Umberto Lebruto, direttore della Direzione produzione di Rfi, Vincenzo Macello allora direttore della Direzione territoriale produzione di Milano e Andrea Guerini. Unico condannato è Marco Albanesi, allora responsabile dell'unità manutentiva di Brescia di Rfi, a anni e 3 mesi con interdizione dai pubblici uffici per 5 anni. Assolta la società Rfi «per insussistenza del reato presupposto». Le motivazioni saranno rese note tra 90 giorni. Lebruto e Macello, presenti in aula, si sono lasciati andare a qualche lacrima di commozione dopo l'assoluzione, mentre alcuni dei passeggeri che viaggiavano sul treno deragliato hanno lasciato l'aula in silenzio e con tutt'altro stato d'animo. Di fatto il tribunale ha condannato solo l'allora capo dell'Unità manutentiva di Rfi Albanesi (la procura aveva chiesto 6 anni e 10 mesi) per disastro ferroviario colposo, omicidio e lesioni colpose, ritenendolo responsabile sul territorio del mancato controllo o meglio come «colposa sottovalutazione del rischio» come spiega lo stesso Tribunale. Lui, in solido con il responsabile civile Rfi, dovrà risarcire le parti civili (una cinquantina) con una provvisionale di 25mila per ciascuno dei passeggeri che si sono costituiti nel processo e di 50mila al sindacato Filt - Cgil Lombardia. Gli ex manager per cui la procura aveva chiesto la condanna sono invece stati assolti dall'accusa di disastro ferroviario colposo e omicidio e lesioni colpose «per non aver commesso il fatto» e «perché il fatto non sussiste» rispetto all'accusa di omissione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. I giudici hanno anche assolto - come chiesto dalla stessa procura - Moreno Bucciantini, allora capo reparto Programmazione e controllo dell'Unità territoriale linee Sud di Rfi, Ivo Rebai, ai tempi responsabile della Struttura operativa Ingegneria della Dtp e Marco Gallini, allora dirigente della Struttura organizzativa di Rfi. Sono le 7.01 del 25 gennaio 2018 quando il treno 10452 esce dai binari e tre delle sei carrozze, dopo il deragliamento, si ribaltano. Tra le lamiere della carrozza numero 3 muoiono Pierangela Tadini, 51 anni, Giuseppina Pirri, 39 anni, e Ida Maddalena Milanesi, 61, dottoressa dell'ospedale neurologico Carlo Besta di Milano. Dall'ispezione della sede ferroviaria «viene accertato sul binario una rottura della superficie della rotaia» che diventerà il 'punto zero' per l'inchiesta.
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