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Giorgia Meloni a Milano per tirare la volata al Sì: sinistra horror, come la accoglieranno
Oggi 12-03-26, 08:36
I contestatori proveranno a guastare la festa. Sigle come Cambiare Rotta, Potere al Popolo e solita compagnia dei cortei sinistri vorrebbero forzare i divieti e fare lo show anti-governo al teatro Franco Parenti di Milano, ma saranno tenuti a distanza dalla distanza e quindi sono già lì che frignano: «Il partito di maggioranza relativa ha delegato la soluzione alla questura di Milano che blinda un intero quartiere e impedisce ogni possibilità di protesta nelle vicinanze della kermesse di Fratelli d’Italia». Assicurano che saranno comunque in piazza a protestare contro «l’esecutivo del riarmo e della guerra a salari e diritti, per dire No alla torsione autoritaria e allo stato di polizia». I compagni sottolineano il loro No, mentre all’interno del Parenti Fratelli d’Italia dirà sempre Sì al referendum, a quasi una settimana dal voto. Gran finale della premier Giorgia Meloni. L’appuntamento è per le tre di pomeriggio: i capigruppo di Fdi di Camera e Senato, Galeazzo Bignami e Lucio Malan, apriranno i lavori che si articolano lungo le tre direttrici della riforma della giustizia: separazione delle carriere, Alta corte disciplinare e sorteggio del Csm, con le conclusioni affidate al presidente del Senato, Ignazio La Russa e l’intervento del Guardasigilli Carlo Nordio. Sul palco si alterneranno giuristi, magistrati ed esponenti del mondo della politica e del giornalismo: per Libero interverranno il direttore responsabile, Mario Sechi, nel panel dedicato alla “Riforma del Csm: per una giustizia libera dalla politica”, e il condirettore Pietro Senaldi, in quello sulla separazione delle carriere dei magistrati, in cui si discute di imparzialità, autonomia, professionalità delle toghe. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46768822]] Non sarà un fronte monolitico ma una coralità trasversale di voci accomunate dall’impegno a rinnovare il pianeta giustizia contro lo status quo. Ci sarà, ad esempio, Antonio Di Pietro, che a Milano è stato il pm simbolo di Mani Pulite e una delle toghe più note d’Italia e oggi è convintamente in campo per il Sì, a differenza di alcuni suoi ex colleghi, refrattari a liberarsi dal pensiero unico delle toghe iscritte all’Anm. Tra i politici non meloniani chiamati a parlare c’è Stefano Esposito, ex senatore dem passato attraverso le forche caudine di una vicenda legale che ha raccontato nel suo libro “Massacro giudiziario, come un’indagine ingiusta ti devasta la vita”. Esposito è nel gruppo introdotto dall’europarlamentare Carlo Fidanza, sull’Alta Corte disciplinare con un titolo emblematico: “chi sbaglia, paga”. Ma come lui, sul palco, si alterneranno altre vittime di errori giudiziari: indagati, arrestati e poi prosciolti dopo annidi odissea nei tribunali e risarciti con mille euro. È previsto Luciano Masini, il comandante della stazione di Verucchio che la notte di capodanno uccise un 23enne egiziano, Muhammad Abdallah Abd Hamid Sitta. Tra le curiosità l’intervento di “Cittadino zero”, l’influencer virtuale creato per la campagna sul referendum, mentre Sabino Cassese, già giudice della Corte costituzionale, sarà in carne o ossa. Sarà una grande kermesse per il Sì. Per dire sempre Sì, come canta Sal Da Vinci, possibile colonna sonora dell’evento. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46755334]]
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