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Iran, la diretta. Una chiazza di petrolio vicino all'isola di Kharg: il sospetto inquietante
Oggi 09-05-26, 06:01
Una chiazza di petrolio si sta espandendo al largo dell’isola iraniana di Kharg, importante terminale per l’esportazione di greggio. Secondo il New York Times e immagini satellitari, la macchia copriva già oltre 52 km² e si stava dirigendo verso sud, in direzione delle acque saudite. Non è ancora nota la causa dello sversamento.Nel frattempo, Donald Trump ha dichiarato di attendere a breve una risposta da Teheran sulla proposta americana. Il presidente americano desidera chiudere rapidamente il conflitto con l’Iran per evitare di restare impantanato in Medio Oriente e per non compromettere il vertice della prossima settimana in Cina. L'annuncio di Trump: attende una risposta dall'Iran per oggi Donald Trump spiega di attendere per oggi una risposta dall'Iran sull'ultima proposta per mettere fine alla guerra, e allo stesso tempo ha spiegato ai giornalisti, mentre lasciava la Casa Bianca, che in caso contrario riattiverà l'Operazione Libertà per la scorta militare delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Reindirizzate 57 navi commerciali nell'operazione di blocco dei porti Iran Il Comando centrale americano ha fatto sapere di aver reindirizzato 57 navi commerciali ed impedito ad altre 4 di entrare o uscire dai porti dell'Iran. Il Centcom ha anche aggiunto che le tre cacciatorpediniere USS Truxtun, USS Rafael Peralta e USS Mason stanno navigando nel Mar Arabico a sostegno del blocco navale contro Teheran. Gli Usa rivedono risoluzione Onu sull'Iran ma si prevede comunque il veto Cina-Russia Washington ha rivisto la sua proposta di risoluzione alle Nazioni Unite che chiede all'Iran di interrompere gli attacchi e le attività di minamento nello Stretto di Hormuz, ma è improbabile che le modifiche evitino il veto di Cina e Russia. Lo scrive l’agenzia Reuters che cita fonti diplomatiche, sottolineando che un veto cinese sarebbe imbarazzante in vista del viaggio di Donald Trump in Cina la prossima settimana. Una bozza aggiornata, condivisa con i membri del Consiglio di Sicurezza giovedì pomeriggio, ha eliminato una clausola che invocava il Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, che consente al Consiglio di imporre misure che vanno dalle sanzioni all'azione militare. Tuttavia, il linguaggio duro contro l'Iran è rimasto, così come una clausola secondo cui, in caso di mancato rispetto, il Consiglio "si riunirà nuovamente per valutare misure efficaci, comprese le sanzioni, al fine di garantire la libertà di navigazione nell'area". Non è chiaro quando il Consiglio potrebbe votare sulla risoluzione. Sebbene il testo non autorizzi esplicitamente l'uso della forza, non lo esclude e "riafferma il diritto degli Stati membri di difendere le proprie navi da attacchi e minacce, comprese quelle che minano i diritti e le libertà di navigazione".
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