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Politica
La Corte dei Conti: "C’è danno erariale". Condannato il capo della festa dell’Unità
Oggi 11-05-26, 00:18
I contributi ricevuti tra il 2019 e il 2022 dall’Estragon partecipando a bandi comunali costituiscono «un danno erariale». Lo afferma la Corte dei Conti, che mette nel mirino la gestione del club di musica dal vivo di Bologna e il suo presidente, Manuele Roveri, che è anche il numero uno della festa dell’Unità della città emiliana. Dopo la sentenza dei giudici contabili, che hanno condannato Roveri - insieme a due dirigenti comunali per mancato controllo- a risarcire oltre 66mila euro per aver partecipato a bandi comunali nonostante gli arretrati tributari glielo impedissero, ora arriva la reazione dell’Estragon. Che in una nota annuncia di voler fare appello contro la sentenza ed elenca le sue ragioni. Ma torniamo alla condanna. Secondo i magistrati contabili «la situazione di morosità in cui versava la cooperativa era oggettivamente grave», mentre «gli intenzionali e maliziosi silenzi» di Roveri permisero alla coop di «illecitamente conseguire contributi a carico del bilancio comunale, dunque pubblici, ai quali non avrebbe avuto titolo ad accedere».Nel mirino sono finiti pure i dirigenti comunali Osvaldo Panaro e Giorgia Boldrini che, secondo la magistratura contabile, non vigilarono sull’erogazione di contributi a chi era in debito con il Comun di Bologna. I due dovranno risarcire 33mila euro in totale: 11mila Panaro e 22mila Boldrini.Si chiude così l’indagine avviata tre anni fa dalla Corte dei Conti dopo un esposto di Fratelli d’Italia sui fondi a coop e associazioni che avevano partecipato (e vinto) bandi del Comune nonostante le pendenze. La decisione dei giudici contabili ha portato dunque alla condanna di tutti i responsabili indicati dalla Procura regionale. Al centro del procedimento ci sono diverse domande di partecipazione a bandi presentate da Estragon tra il 2019 e il 2022, che portarono nella casse della coop 44.695,44 euro che non avrebbe potuto ricevere. «La situazione di morosità di Estragon non era né occasionale, né transitoria, né temporanea», scrivono i giudici contabili, sottolineando che nei confronti dell’amministrazione comunale «gli importi dovuti erano elevati (nel corso del tempo oscillavano tra trenta e quarantamila euro)».Estragon insomma, sottolinea la sentenza, in quanto indebitata con il Comune era «carente di un presupposto essenziale per il conseguimento del contributo pubblico». Né tantomeno, come ha sostenuto nella sua difesa la coop di cui Lele Roveri è il legale rappresentante, «poteva portare in compensazione i suoi debiti verso l’amministrazione comunale danneggiata con i fondi da percepire per scopi e funzioni diversi». Questo perché, sottolineano i giudici, «non era consentito alla cooperativa di conseguire contributi per essere successivamente impiegati per pagare i tributi pregressi non versati all’erario comunale». Insomma: ripianare decine di migliaia di euro di mancati versamenti Tari, Tarsu e Tares con i contributi di Bologna Estate, Incredibol e Progetto Iicc, non era lecito.
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