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Macron, il piano: centrali nucleari dietro le Alpi, Italia circondata
Oggi 12-03-26, 03:00
«C’è bisogno del nucleare. Una fonte di progresso, di prosperità e di indipendenza». Con queste parole il presidente francese Emmanuel Macron ha aperto ieri il secondo Vertice internazionale sul nucleare civile alla Seine Musicale di Boulogne-Billancourt, alle porte di Parigi. Un vertice organizzato dalla Francia assieme all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) per rilanciare il nucleare civile come opportunità economica, ecologica e geopolitica, sullo sfondo della guerra in Medio Oriente che ha evidenziato le fragilità delle economie dipendenti dai combustibili fossili.Rivolgendosi alla platea di leader e rappresentanti di Stati e istituzioni internazionali, tra cui il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin, Macron ha sottolineato che il summit si tiene in un contesto particolare. «La parola nucleare è associata a un conflitto in corso in Iran e nel Medio Oriente» e il vertice si tiene «esattamente 15 anni dopo la catastrofe di Fukushima», ha detto il presidente francese, rivolgendo un messaggio di «fraternità al popolo giapponese, funestato» da quella tragedia. Ma negli ultimi quindici anni il mondo è cambiato. «Nulla cancella il dolore», ha puntualizzato Macron, ma dal 2011 sono state tratte le dovute lezioni e oggi il nucleare è «un’energia profondamente sicura». «Ovunque i nostri reattori sono sottoposti ai controlli più rigidi del pianeta», ha affermato il capo dello Stato francese, alla guida di un Paese che è una delle principali potenze nucleari civili al mondo con i suoi 57 reattori. Bisogna «modernizzare, innovare, trasformare», ha proseguito Macron, prima di elencare i vantaggi del nucleare civile, un’energia pulita e relativamente non cassibile ra, senza la quale non sarebbe raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione fissati dall’Unione europea. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46662736]] Con la Francia, è schierata la Commissione Ue, rappresentata ieri da Ursula von der Leyen in persona. Per la presidente dell’esecutivo Ue, gli stop al nucleare civile, come in Italia, sono stati un «errore strategico», e a confermarlo è l’attuale scenario geopolitico. «L’Europa non è né un produttore di petrolio, né di gas. Per quanto riguarda i combustibili, siamo totalmente dipendenti da importazioni costose e fluttuanti, il che ci pone in uno svantaggio strutturale rispetto ad altre regioni. L’attuale crisi in Medio Oriente è un duro monito sulle vulnerabilità che ne derivano», ha dichiarato Von der Leyen, bocciando de facto la strategia energetica che lei stessa ha contribuito a disegnare per l’Unione europea durante il suo primo mandato.Il nuovo piano d’azione della Commissione Ue si basa su tre pilastri. Quello della semplificazione con la creazione di “sandbox” regolatorie per testare le nuove tecnologie, gli investimenti per i quali l’Unione interviene con una garanzia da 200 milioni di euro per mobilitare capitali privati, e infine la cooperazione volta ad imprimere l’accelerazione delle autorizzazioni e la creazione di filiere europee per il combustibile nucleare.Macron, durante il suo discorso, ha sottolineato la necessità di mobilitare «finanziamenti privati». «Anche le banche e le assicurazioni devono finanziare il nucleare», ha affermato. In conclusione, ha presentato nove linee d’azione prioritarie. Queste linee si articolano attorno a tre temi: l’attrattività del nucleare, il suo finanziamento e, più in dettaglio, la sua organizzazione in accordo con gli standard europei e internazionali. Per il presidente francese, l’attrattività del settore è fondamentale per lo sviluppo del nucleare. Secondo Macron, questo «settore del futuro (...) deve riuscire ad attrarre i più giovani e dimostrare che le professioni del nucleare sono le professioni del futuro».L’inquilino dell’Eliseo ha promesso 100.000 assunzioni nei prossimi dieci anni solo in Francia. L’attrattiva del settore emerge anche dal mondo scientifico: Macron ha dichiarato di voler formare e finanziare i «migliori ricercatori del pianeta», con l’obiettivo di rendere Parigi l’epicentro del nucleare civile.Nel suo intervento, il ministro Fratin ha affermato che «l’Italia ha deciso di aderire all’impegno per triplicare la capacità nucleare globale», spiegando che l’atomo è un tema non solo energetico ma geopolitico. «Siamo convinti che il nucleare possa rafforzare l’autonomia strategica e la competitività dell’Ue», ha sottolineato. Sui mini-reattori, il ministro ha precisato che Roma ha uno sguardo attento non solo alla terza generazione, ma anche alle «tecnologie di quarta generazione, in particolare ai reattori veloci raffreddati al piombo». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46673343]]
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