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Domenico Caliendo, Massimo Giletti picchia durissimo su Vincenzo De Luca: "57 giorni di agonia"
Oggi 12-03-26, 02:45
Tra Massimo Giletti e Vincenzo De Luca non è mai corso buon sangue. Quattro anni fa l’allora potentissimo governatore Pd della Campania aveva insultato il conduttore di Non è l'arena, su La7: «Mi è sembrato un esaltato. Ci sono personaggi che noi ricoveriamo al Cardarelli in coma etilico. Quando ho visto questo personaggio mi è venuta questa riflessione: fosse stato a Napoli lo avremmo già ricoverato». Giletti in studio si era fatto una risata e poi aveva contrattaccato: «Va bene, io sarò un ubriacone, ma lei è uno sceriffo un po’ scarso: solo chiacchiere e distintivo. Solo chiacchiere e distintivo». Oggi Giletti ha cambiato rete e programma, e a Lo Stato delle cose su Rai 3 ha affondato nuovamente il colpo sullo Sceriffo, non più presidente di Regione (ma, forse, di ritorno nel suo feudo, Salerno, nuovamente come sindaco). Ad animare la puntata è il caso del “cuore bruciato” del piccolo Domenico Caliendo, un dramma che ha sconvolto Napoli e l’Italia. Nei giorni scorsi De Luca aveva diffuso sui social un video con cui, dopo la tragedia aveva invitato tutti a mantenere i toni bassi e a «evitare derive mediatiche che si presentano in maniera strumentale, perfino sul piano politico». [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46737902]] Parole che, pur senza nominarlo direttamente, hanno fatto scattare la replica di Giletti durante la trasmissione. «Caro De Luca, rimango interdetto», ha esordito per poi avvertire il politico: «Lei non può chiedere a me di tacere». Il conduttore ha rivendicato il ruolo dell’informazione, sottolineando che il punto centrale resta la sofferenza della famiglia del bambino e le tante domande ancora senza risposta. «Lei non deve parlare a me», ha aggiunto, perché «solo la politica deve dare delle risposte a questa mamma», anche lei in collegamento e provata dai «57 giorni di agonia di Domenico senza che nessuno spiegasse a questa donna che cosa fosse successo». «Lei non può chiedere a me di tacere, lei non può chiedere a questa donna di restare in silenzio», è la stoccata finale di Giletti. Conoscendo De Luca, difficile immaginare che la polemica non prosegua: lo Sceriffo può perdere la poltrona, ma non il vizio. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46726198]]
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