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Economia e Finanza
Soldi facili in Borsa? È soltanto un'illusione
Oggi 10-05-26, 14:20
«Ho paragonato i mercati a una chiesa con annesso un casinò, e le persone possono spostarsi tra la chiesa e il casinò... il casinò è diventato molto attraente per la gente. Se si comprano opzioni a un giorno o le si vendono, quello non è investimento, non è nemmeno speculazione, è gioco d'azzardo, totalmente», il pensiero di Warren Buffett reduce, questa volta da spettatore, dall'ultimo mega evento della Berkshire mette al centro un problema di cui si parla poco: le opzioni a scadenza giornaliera, il nuovo giochino per chi pensa di fare soldi facili. Il tema forse è troppo tecnico, e quando le cose sono troppo complesse il pubblico scappa, ma potrebbe essere il principale motivo e motore che sta guidando i mercati al rialzo gonfiandoli come una piccola ma pericolosa bollicina che prima o poi scoppierà. C'erano una volta le scadenze tecniche, un appuntamento mensile, in minima parte, e trimestrale, in cui andavano a scadere opzioni e futures su indici e azioni, una sorta di regolamento dei conti tra rialzisti e ribassisti che si davano appuntamento il terzo venerdì del mese per vedere chi aveva vinto. Oggi quell'appuntamento ha perso appeal, perché oggi le opzioni scadono ogni giorno, e quella volatilità che si accentuava ogni terzo venerdì del mese ora può verificarsi ogni giorno, mandando in sbattimento tutte le vecchie regole e sistemi. I rischi aumentano. Che ne pensano di questo gli esperti convenuti all'ultimo Salone del Risparmio? Non lo so, perché il tema non è stato nemmeno toccato, si è parlato d'altro, di geopolitica certo, e molto fin troppo! Bello, interessante, ma dal punto di vista del mercato, inutile. Si doveva parlare dei rischi e delle insidie, come dell'Ai, tema poco trattato forse per esorcizzarlo. Come sempre la conferenza più interessante è stata quella di Kairos, Guido Maria Brera è sempre piacevole da ascoltare, è lo storyteller della finanza. La grande sorpresa è stato Carlo Massarini, non conosce solo la musica è un grande appassionato di borsa, chissà però se conosce i rischi. Cosa sono i mercati oggi, una chiesa o un casinò? Al salone la domanda non entra, il risparmio deve muoversi ma non deve scappare, e qui ci sono tutte le porte, si aprono senza nemmeno bussare. Lo dicevano Marco Fratini e Lorenzo Marconi (autori del best seller "Vaffanbanka!"), le banche non sono più chiese ora sono negozi, era il 2007, figuriamoci oggi. Bisogna stare attenti ai consigli, non sempre sono disinteressati. Secondo alcune indiscrezioni il 6/5 sullo S&p500 si sono scambiati 2,6 trilioni di $ in opzioni call, un record! Questo significa che i MM che hanno venduto le call, per coprirsi sono costretti a comprare le azioni sottostanti, in una spinta al rialzo che costringe chi è short a girare le posizioni, un circolo vizioso che si autoalimenta e che a un certo punto troverà uno stop, e sarà il sell off. In borsa come al casinò è importante capire quando è arrivato il momento di alzarsi dal tavolo e incassare, è il gesto che fa la differenza e spesso ti salva la vita.
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