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Tiziana Siciliano, la pm che dopo aver bloccato Milano si candida in Comune
Oggi 30-05-26, 01:17
Partiamo dal fondo. L’ex magistrata della Procura di Milano, Tiziana Siciliano, correrà alle prossime elezioni comunali del capoluogo lombardo con la lista civica “Milano Libera”, promossa da Massimiliano Lisa, titolare del museo Leonardo 3, in aperto contrasto con l’amministrazione comunale per questioni legate alla sede della sua attività. Una vicenda fatta di accuse di morosità, contestazioni amministrative, sentenze del Tar, una querela per diffamazione, dopo gli attacchi contro il Comune, e persino uno sciopero della fame. Da lì nasce l’idea di Lisa di creare una sua lista, in modo da «entrare nel sistema per cambiarlo». «Noi vogliamo costruire una città trasparente, governata nell’interesse pubblico», spiega Lisa. Insomma una battaglia morale, ma anche un po’ personale, quella dell’imprenditore culturale, una sorta di sacro e profano dei giorni nostri. Ma proprio perché nel gioco della politica tutte queste cose corrono in parallelo da sempre, una sorta di continua osmosi, per moralizzare serve un moralizzatore. Ed ecco spuntare l’ex toga, Tiziana Siciliano, indicata da Lisa come vicesindaco e assessora alla Trasparenza. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:43730553]] «La trasparenza non deve essere uno slogan, ma un metodo permanente di governo», spiega la Siciliano, «metto la mia esperienza al servizio della città per contribuire a costruire un Comune leggibile, controllabile e vicino ai cittadini». Tutto bello, a leggerlo così. Troppo, in verità, per non pensare ad una voglia di riscatto. Legittimo, da cittadino, un po’ meno da ex toga affaccendata sulla città che vuol salvare. Perché su Milano, ormai da molti mesi, incombe un pesante coperchio, simile a quello del carrello dei bolliti, che sta bloccando la città. A determinare questo stop economico del capoluogo lombardo l’inchiesta della Procura di Milano sull’urbanistica, quindi sul Comune. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:44126959]] Nel mirino dei magistrati la gestione del sistema del mattone, ricorrendo ad semplificazione estrema, con cantieri bloccati e famiglie rimaste senza casa, appese ad un filo inesistente, mancando soluzioni giuridiche e politiche. E qui il gioco si fa duro. Durissimo, a dire il vero. Tiziana Siciliano, da poco in pensione, era la procuratrice aggiunta che ha coordinato l’inchiesta sull’urbanistica milanese, che ha travolto assessori e manager del settore, indagando lo stesso sindaco del capoluogo lombardo, Beppe Sala, Nel mirino della procura di Milano, tanto per offrire una fotografia completa della situazione, c’è anche la vendita dello stadio di San Siro, ceduto da palazzo Marino ai due club milanesi, Milan e Inter. Ma non solo: la Siciliano, nel corso della sua carriera togata, si è rifiutata di accusare Marco Cappato per il caso Dj Fabo, ottenendo l’assoluzione. Ed ha anche accusato Silvio Berlusconi nel Ruby Ter. Ieri, giorno d’udienza, è tornata a Palazzo di Giustizia, ma da spettatrice. «Voglio arrivare fino alla fine e convincermi che questa cosa ha avuto un inizio e poi una durata irragionevole, come accade per i processi in Italia, ma che finirà e che non sarà una cosa sospesa sulle nostre teste e che rimarrà sui nostri figli», ha spiegato ai cronisti l’ex procuratrice aggiunta. «Se non si cerca davvero di intervenire sul problema dei processi infiniti, perché questa è la prova di inefficienze di carattere amministrativo sulla giustizia, non di scarsa volontà o di scarsa capacità dei pubblici ministri o dei giudici», chiosa la Siciliano. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:44128906]] E il pensiero, inevitabilmente, corre al recente referendum sulla giustizia e a quanti hanno sostenuto le ragioni del No, determinandone la vittoria nelle urne. Sicuri di aver fatto la cosa giusta? Perché questo gioco di specchi fra chi ha indagato e chi, ora, vorrebbe moralizzare quel che è stato l’oggetto delle sue indagini, anche se la toga è stata riposta in un cassetto, non è il massimo, almeno dal punto di vista della trasparenza. E se la candidatura della Siciliano non è una sorpresa per il sindaco, Giuseppe Sala, uniche parole concesse ai taccuini dei cronisti, lo è per chi crede ancora in una magistratura libera, indipendente dalla politica.
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