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Torino, le vergognose bufale sui poliziotti pestati: l'audio taroccato
Oggi 05-02-26, 09:27
Gli scontri di Torino alla manifestazione pro-Askatasuna con gli agenti malmenati e feriti? Certo, ma dopo l’iniziale solidarietà è esploso il caos digitale e gli stessi agenti, vittime di pestaggi, hanno cominciato a ricevere false accuse e sentenze dal web. Dagli odiatori seriali alle élite social di sinistra, la guerra mediatica sulle immagini dei poliziotti aggrediti a Torino ha superato ogni limite. Bufale irresistibili che hanno invaso la rete, con tanto di collarini “falsi” e audio taroccati che avrebbero dato ordini violenti agli agenti, mai esistiti. Il video dell’aggressione, con il martello che colpisce l’agente Alessandro Calista, era chiaro e inequivocabile, invece è diventato terreno di battaglia per chi, sui social, non perde occasione di gettare discredito sulle forze dell’ordine. Dopo un iniziale momento di solidarietà, come sottolinea il Secolo d'Italia,ecco che tra i manifestanti “odiatori” molti si sono infiltrati nelle ambiguità di qualche politico di sinistra per scatenare una vera e propria shit storm di accuse fake. Le immagini con il premier in ospedale avrebbero “provato” che quei danni non esistevano o erano esagerati, e persino un consigliere comunale di Rivalta (comune in provincia di Torino, ndr) si è lasciato andare a ironie sulla “presunta guarigione miracolosa” degli agenti, dimessi dopo due giorni. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46186300]] Poi è arrivato il capolavoro: post con paragoni tra collarini ortopedici e sciarpette stilose, foto ritoccate, e l’audio fantasma che ordina di “pestare i manifestanti”. Tutto inventato. Tutto pronto per finire nelle aule giudiziarie. Per l’avvocato Rachele Selvaggia De Stefanis è mistificazione totale: “Stiamo assistendo ad una vera e propria campagna diffamatoria via social”, e si valutano denunce contro chi ha diffuso tutto questo. Video e foto decontestualizzati, presunte cariche brutali, idranti su pacifici. A Torino la battaglia non si è combattuta solo nelle strade, ma anche tra le pieghe di un web sinistro che sparge odio tanto quanto una bomba carta o una mazza chiodata. [[ge:kolumbus:liberoquotidiano:46184862]]
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