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Cronaca
Il sindaco di Crans-Montana ai pm: "Marchiato a vita da questa tragedia inimmaginabile, ch...
Ieri 22-04-26, 23:28
AGI - "Da 103 giorni viviamo barricati in casa. Questa ferita, anche se solo parzialmente dovesse guarire, non si rimarginerà mai del tutto. Sono stato testimone di questa tragedia inimmaginabile. Me ne rammarico profondamente e chiedo perdono a tutte queste famiglie". Sono alcuni passaggi dell'interrogatorio di Nicolas Féraud, il sindaco di Crans-Montana che il 13 aprile scorso è stato convocato dai pm di Sion per difendersi dalle accuse di omicidio, lesioni e incendio colposi per l'incendio al 'Le Constellation'. Il verbale, visionato dall'AGI, è tra le nuove carte depositate dagli inquirenti agli avvocati delle parti, indagati e famiglie delle vittime. Minacce e clima di odio "Ho subito minacce di morte durante i miei appuntamenti, credo una decina - è il racconto di Féraud -. Centinaia di lettere e messaggi d'odio. Anche mia moglie e mia figlia sono state prese di mira. Hanno paura, si sentono seguite e braccate in continuazione". "Oggi parliamo di queste famiglie e di questa tragedia. Ci sono 41 famiglie qui che hanno perso un parente. Ci sono 115 persone gravemente ustionate. Non ho mai smesso di pensare a queste persone, al dolore delle famiglie che hanno perso una persona cara, alla sofferenza delle innumerevoli vittime di ustioni". Una responsabilità morale "Sono marchiato a vita da questo dramma inimmaginabile - ha proseguito il sindaco -, me ne rammarico profondamente e chiedo scusa a queste famiglie. Non c'è niente che io possa fare. Purtroppo, questa è la vita. Sono un cittadino della comunità in cui si è verificata questa tragedia. Sento chiaramente una pesante responsabilità morale". "Siamo tutti profondamente colpiti da questa tragedia. L'intera regione, le città, i residenti, i commercianti. Il mondo intero è colpito e noi siamo tutti colpiti", la conclusione di Féraud.
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