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Estero
In Cina esplode il delivery dall'ospedale
Oggi 04-02-26, 14:29
AGI - Chi lo ha detto che il cibo dell’ospedale non piace? Da oggi il pasto del reparto non è più una ‘punizione’. Almeno in Cina, dove sulle piattaforme di food delivery da qualche tempo compaiono anche le mense degli ospedali, che propongono pasti bilanciati e studiati a seconda della patologia. L’iniziativa ha riscosso un inaspettato successo. L’offerta è ampia e diversificata. Ad Haikou, nella provincia meridionale di Hainan, un ospedale specializzato in ostetricia ha lanciato il “pasto per il recupero post-parto”, pensato per favorire la ripresa delle neomamme. A Nanning, nella regione autonoma del Guangxi Zhuang, un altro nosocomio ha invece aderito alle linee guida del governo di Pechino per la promozione di uno stile di vita sano, introducendo il “pasto Ren’ai”, studiato per favorire la perdita di peso. I menù Il menu varia in base alla stagionalità degli ingredienti e può includere noodles con radice di felce o riso accompagnato da verdure, oltre a una porzione di proteine come coscia d’anatra brasata, trancio di pesce o braciola di maiale al limone. A rendere innovativa la proposta non sono solo le ricette, ma soprattutto la rigorosa formulazione nutrizionale: il “Ren’ai”, ad esempio, mantiene un apporto calorico di circa 600 calorie, garantendo al contempo un’alimentazione equilibrata. "Si tratta di pasti sviluppati sulla base di ricerche cliniche approfondite", spiega al Global Times Sun Guili, direttore del reparto di nutrizione clinica dell’ospedale di Nanning. Il successo del pasto Ren’ai Sulle piattaforme di consegna a domicilio, il “pasto Ren’ai” ha ricevuto numerose valutazioni positive. Gli utenti lo definiscono “professionale”, con un “buon rapporto qualità-prezzo” e in grado di trasmettere “sicurezza” dal punto di vista nutrizionale. Un nuovo approccio all’assistenza sanitaria I pasti proposti dagli ospedali di livello “terziario A”, le principali istituzioni pubbliche sanitarie del Paese, rappresentano un nuovo approccio all’assistenza: la salute non viene più intesa soltanto come cura delle malattie, ma come promozione di un benessere complessivo. Il successo dell’iniziativa evidenzia due tendenze. Da un lato, l’autorevolezza professionale degli ospedali che si trasforma in una risorsa commerciale, capace di tradurre la credibilità clinica in un servizio quotidiano. Dall’altro, la crescente attenzione alla salute da parte dei consumatori. Più che inseguire il gusto a ogni costo, una parte sempre più ampia del pubblico sembra disposta a pagare per una vera e propria “guida alla salute”, soprattutto in un contesto in cui il consumo di pasti pronti è in costante aumento. In questo modo, l’offerta alimentare degli ospedali contribuisce anche a ridefinire la percezione della salute tra i consumatori. I numeri del sovrappeso in Cina Oggi più della metà degli adulti cinesi è in sovrappeso o obeso. Secondo quanto riporta il sito del governo, nel 2020, il 34,3% degli adulti era sovrappeso e il 16,4% obeso; la prevalenza combinata potrebbe raggiungere il 65% entro il 2030. Tra i bambini, circa il 19% dei 6–17enni è in sovrappeso o obeso, con oltre il 10% sotto i 6 anni. Tra i principali motivi dell’allargamento del girovita della popolazione cinese c’è la transizione verso cibi più calorici e processati. L’ingresso dei fast food, del junk food e delle bevande ultra-zuccherate hanno contribuito in modo massiccio a spostare l’ago della bilancia. A ciò si aggiungono lo stile di vita sedentario legato all’urbanizzazione e a lavori d’ufficio; e fattori culturali e demografici, come l’invecchiamento della popolazione e i cambiamenti nelle abitudini alimentari. Senza interventi efficaci, stima il Global Times, i costi medici attribuibili a sovrappeso e obesità potrebbero raggiungere 418 miliardi di yuan (~22% della spesa sanitaria totale) entro il 2030.
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