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Politica
Legge elettorale, il testo in aula a settembre
Oggi 22-07-26, 20:32
AGI - Ancora fibrillazioni a palazzo Madama sul dossier della legge elettorale. Sia sul 'timing', sia sul nodo delle preferenze. Il termine per gli emendamenti dovrebbe essere fissato ai primi di agosto, ma in ogni caso i voti in Commissione Affari costituzionali e successivamente in Aula dovrebbero tenersi a settembre. Ma resta il muro contro muro tra maggioranza e opposizione, così come resta la tensione tra Fratelli d'Italia e Forza Italia sulla possibilità che siano i cittadini a scegliere i rappresentanti in Parlamento. La premier: "Legge utile per governare senza inciuci" "Penso sia utile per la nazione avere una legge elettorale che assicuri governabilità e stabilità, e permetta a chi vince le elezioni di governare senza inciuci o maggioranze arcobaleno", ha affermato la premier Giorgia Meloni in un'intervista a Il Giornale. "Questo è il cuore della riforma ed è quello che fa impazzire la sinistra, che è abituata a governare anche quando perde le elezioni, proprio grazie ai giochi di palazzo", ha sottolineato, "ma questa Nazione merita di non tornare indietro. E sulle preferenze non ho cambiato idea". Ed è proprio su questo ultimo punto che si registrano le differenze nel centrodestra. "Decideranno i senatori", ha ribadito il vicepremier e leader di FI, Antonio Tajani, "i malumori ci sono stati in tutti i partiti. Vedremo se in Senato ci sarà un emendamento, esamineremo i contenuti. A noi la legge va bene così com'è". Forza Italia ha fatto il punto sul tema della legge elettorale, l'indicazione sarà quella di votare a favore delle preferenze. L'emendamento di FdI dovrebbe essere depositato in Commissione. E il rischio è quello di distinguo nella coalizione. "La legge elettorale è già un'ottima legge per come è uscita, e su questo sono perfettamente d'accordo con Forza Italia. Può però essere ancora migliorata introducendo le preferenze", ha osservato il capo organizzativo di FdI, Giovanni Donzelli. Insomma, il partito della Scrofa ci vuole riprovare. "Se ci saranno voti contrari ne trarremo le conseguenze", osserva un 'big' di Fratelli d'Italia. "Alla Lega va bene il concetto di preferenza e di premio di maggioranza", afferma il vicepremier Matteo Salvini. L'opposizione resta sulle barricate: "Il governo che si ferma e blocca i lavori parlamentari per discutere di come acconciare una legge elettorale, per perpetuare il potere di chi sa che lo sta perdendo, il governo in carica e che si ferma addirittura per proteggere gli amichetti di partito", osserva l'ex premier Giuseppe Conte, "e noi non possiamo permettere che il Parlamento sia ridotto a Colle Oppio". Gli 'emendamenti Melillo' al dl Giustizia Restano le distanze nel centrodestra anche sul dossier delle intercettazioni a strascico, con Fratelli d'Italia che intende allargare le maglie e Forza Italia fa muro. Il dl Giustizia arriverà in Aula con il testo base, senza mandato al relatore. Nell'emiciclo verranno poi inserite poche modifiche e il convincimento di FI è che i cosiddetti 'emendamenti Melillo' presentati da Fdi in Commissione non ci saranno, anche se al momento si tratta ancora e non c'è alcuna decisione ufficiale in merito.
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