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Trump: "L'Iran pagherà a caro prezzo l'uccisione dei nostri soldati". Teheran: "Occhio per occhio"
Oggi 22-07-26, 22:13
AGI - Proseguono gli attacchi incrociati tra Washington e Teheran. Dopo l'undicesima notte di attacchi americani in Iran, fonti iraniani hanno minacciato di colpire infrastrutture regionali, inclusi ponti e impianti energetici in cui gli Stati Uniti hanno interessi, se Washington prenderà di mira ponti o centrali elettriche della Repubblica islamica, come ha minacciato il presidente americano Donald Trump in un messaggio su Truth. È l'avvertimento lanciato da una fonte militare iraniana, citata dall'agenzia di stampa Tasnim, affiliata ai Pasdaran. "Se gli americani attaccano un ponte o una centrale elettrica in Iran, risponderemo colpendo infrastrutture e ponti nella regione, compresi gli impianti energetici in cui gli Stati Uniti hanno interessi". "L'Iran ha una ferrea volontà di esercitare la sovranità sullo Stretto di Hormuz e non permetterà in alcun caso che lo Stretto di Hormuz torni a essere una fonte di minaccia per l'Iran", ha aggiunto la fonte, sottolineando che "qualsiasi potenziale azzardo da parte di Trump si concluderà ancora una volta con la sua disgrazia". Le parole di Trump Le minacce iraniane, sono arrivate dopo che Donald Trump, prima di salire a bordo dell'Air Force One per volare alla base aerea di Dover, nel Delaware, per accogliere le salme dei militari americani morti negli attacchi iraniani della scorsa settimana in Giordania e Iraq, aveva affermato che 'Iran "pagherà a caro prezzo" l'uccisione di soldati americani. "Gli americani - ha aggiunto - non sono contrari alla guerra in sè, ma piuttosto all'impatto che essa ha sulle loro tasche per l'aumento dei prezzi del carburante". "L'Iran vuole fare l'accordo a tutti i costi" In una successiva dichiarazione, durante un comizio in Georgia, il presidente americano ha sostenuto che l’Iran vuole fare "l’accordo a tutti i costi", ma lui si è opposto. "In questa schermaglia che abbiamo con la Repubblica islamica dell’Iran, la chiamo così, stanno subendo colpi durissimi e vogliono fare un accordo", ha detto Trump , "ma io dico che non sono ancora pronti a fare un accordo, perché ogni volta che ne fanno uno vogliono cambiarlo, vogliono modificare tutto. Non sono pronti. Lo saranno molto presto". Teheran: "La nostra dottrina è occhio per occhio" La dottrina di difesa iraniana "è chiara: occhio per occhio". È il monito affidato a X dal ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi. "Qualsiasi aggressione contro l'Iran, comprese le nostre infrastrutture, comporterà una risposta forte e decisa", ha avvertito Araghchi su X, "coloro che contribuiscono a tale aggressione, a prescindere dal tipo di supporto fornito, saranno considerati a loro volta obiettivi legittimi". Ghalibaf: "O la guerra finisce o coinvolgerà l'intera regione" Il capo negoziatore e presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito che, se la guerra tra Teheran e Washington non finirà, l'intera regione ne sarà avvolta. "In una regione in cui non vendiamo petrolio, nessuno lo venderà. Se la nostra sicurezza non è garantita, nessuna infrastruttura sarà al sicuro, e la sicurezza dello Stretto dipende dall'assenza di forze americane", ha dichiarato Ghalibaf su X. Lo Stretto di Hormuz "non tornerà alle condizioni prebelliche", ha aggiunto il capo negoziatore iraniano. Ghalibaf ha sottolineato di recente che questa via d'acqua strategica è diventata la principale leva e il principale deterrente di Teheran nei negoziati con Washington. Prima dell'inizio della guerra, il 28 febbraio, circa il 20% del petrolio e del gas naturale liquefatto mondiale transitava attraverso lo Stretto. Netanyahu a Washington la prossima settimana Netanyahu ha in programma di recarsi a Washington per partecipare alle cerimonie funebri per Lindsey Graham. Proprio il rinvio del funerale del senatore repubblicano la settimana scorsa era stato indicato come la motivazione ufficiale per la cancellazione del suo viaggio a Washington, dove intendeva incontrare Trump. Secondo le stesse fonti citate da Ravid, il capo della Casa Bianca si trova a un bivio nella guerra con l'Iran: accettare una nuova proposta di cessate il fuoco presentata dai mediatori del Qatar, volta a riaprire lo Stretto di Hormuz, oppure lanciare una massiccia campagna militare congiunta con Israele per costringere Teheran alla capitolazione.
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