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Missili dell'Iran a Dimona, razzi di Hezbollah in Galilea. Netanyahu annuncia vendetta: "C...
Oggi 22-03-26, 00:01
AGI - Il 22esimo giorno di guerra in Iran e in Medio Oriente segna una nuova fase del conflitto nel Golfo. Teheran ha lanciato nella notte due missili balistici contro l’isola di Diego Garcia nell’Oceano Indiano dove si trova una base militare anglo-americana. Il bersaglio non è stato colpito. Intanto Israele lancia un nuovo attacco contro il regime: pioggia di missili e droni all'alba su su Teheran Poche ore dopo Tel Aviv e gli Stati Uniti hanno attaccato l'impianto di arricchimento dell'uranio a Natanz, in Iran. Durante uno scontro a fuoco in Libano, secondo quanto riferito dall'Idf, è stato ucciso un gruppo di miliziani di Hezbollah. Intanto Vladimir Putin nel suo messaggio di auguri per la festività di Nowruz, il capodanno persiano assicura che la Russia "rimane un partner affidabile per l'Iran". Gli Stati Uniti hanno autorizzato la vendita e la consegna di petrolio iraniano già in navigazione fino al 19 aprile. Dal canto suo l'Iran alle navi giapponesi di attraversare lo Stretto di Hormuz, al centro della guerra dell'energia e corridoio nevralgico per le esportazioni mondiali di petrolio. Intanto Teheran alza i toni rinnovando le minacce agli Stati Uniti e a Tel Aviv: "funzionari israeliani e americani diventeranno un bersaglio "in qualsiasi parte del mondo compresi i luoghi di svago e turistici nel contesto dell’escalation del conflitto in Medio Oriente". La diretta 23.01 Netanyahu promette di "continuare a colpire" Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso che Israele "continuerà a colpire" l'Iran "su tutti i fronti", dopo gli attacchi missilistici iraniani contro due città del sud che hanno provocato il ferimento di circa 100 persone. "Questa è una notte molto difficile nella battaglia per il nostro futuro", ha dichiarato Netanyahu, secondo un comunicato stampa diffuso dal suo ufficio. "Siamo determinati a continuare a colpire i nostri nemici su tutti i fronti". 23.00 Iran: attacco ad Arad, almeno 75 feriti, di cui 10 gravi Almeno 75 persone sono rimaste ferite, di cui dieci gravi, nel secondo attacco missilistico diretto avvenuto sabato sera nel sud di Israele, dove si trova il principale impianto nucleare del Paese. Questo secondo attacco ha colpito la città israeliana di Arad, situata nella regione desertica meridionale del Negev, dopo un altro attacco diretto avvenuto circa 15 minuti prima nella città di Dimona, a circa 50 chilometri da Arad, sede del Centro di Ricerca Nucleare del Negev. 19.33 Iran: l'attacco a Dimona risposta a quello di Usa e Israele a Natanz e Bushehr L'Iran ha affermato di aver attaccato Dimona "dopo che Stati Uniti e Israele hanno attaccato la centrale nucleare di Bushehr e gli impianti di Natanz". L'agenzia di stampa iraniana Tasnim ha scritto: "Il nemico ha ricevuto ancora una volta una lezione indimenticabile. L'attacco missilistico sull'area di Dimona ha trasmesso ancora una volta un messaggio chiaro: nessuna area è al sicuro dai missili iraniani. Il nemico deve arrendersi prima che sia troppo tardi". 19.19 Iran: diversi edifici colpiti a Dimona, 33 feriti Diversi edifici sono stati colpiti a Dimona durante l'attacco missilistico iraniano. Nella città nel sud di Israele si contano 33 feriti lievi, tra cui un bambino di 10 anni e una donna di 40 in condizioni moderate. Lo hanno riferito i soccorritori citati da Channel 12. 17.52 Libano: 8 feriti lievi nel nord di Israele Otto persone sono rimaste lievemente ferite a Màalot-Tarshiha, nella Galilea occidentale, a causa del lancio di razzi da parte di Hezbollah dal Libano verso il nord di Israele. Lo ha riferito Channel 12. Nelle ultime ore il gruppo sciita filo-Teheran ha sparato decine di razzi contro lo Stato ebraico. 17.08 Media: la guerra durerà altre due settimane, escalation in Libano La campagna militare israeliana in Libano "si intensificherà presto", ma per ora "il centro di gravità rimarrà l'Iran". È la valutazione di funzionari della sicurezza israeliana, citati da Yedioth Ahronoth, secondo i quali Hezbollah subirà "colpi duri che finora ci siamo astenuti dal dare. L'operazione sarà molto potente. Ci saranno danni gravi e profondi alla loro capacità di lanciare razzi e missili". "Non arriveremo a una situazione in cui non avranno missili, ma l'obiettivo è respingerli nettamente oltre il fiume Litani", hanno affermato, guardando alla battaglia contro il gruppo sciita filo-iraniano sul fronte nord. Quanto alla guerra contro l'Iran, ci sarà "un prolungamento di almeno altre due settimane", ha sottolineato una fonte politica. 16.44 Media iraniani, chiusura del Mar Rosso se gli Usa occupano Kharg L'Iran valuta di interrompere il traffico nello Stretto di Bab al-Mandeb se gli Stati Uniti invaderanno l'isola di Kharg. Qualsiasi azione militare statunitense contro l'isola di Kharg potrebbe innescare una vasta escalation, con possibili interruzioni della sicurezza nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab al-Mandeb, nonché ulteriori attacchi alle infrastrutture energetiche regionali, riporta l'agenzia di stampa Tasnim, affiliata ai Guardiani della Rivoluzione islamica (Irgc), che cita una fonte militare. La fonte ha affermato che, se Washington dovesse dare seguito alle minacce di invadere questo strategico polo petrolifero, l'Iran risponderebbe con misure "senza precedenti" rispetto agli sviluppi delle ultime tre settimane di conflitto. 16.19 Missili e razzi da Iran ed Hezbollah, sirene in Israele Sirene risuonano in Israele, sia al nord che al sud, a causa del lancio di missili e razzi dall'Iran e da Hezbollah. Allerta nella zona di Dimona, del Mar Morto, del Negev e in Cisgiordania meridionale a causa di missili lanciati dalla Repubblica islamica. Contemporaneamente, sono state attivate sirene a Nahariya e in altre località della Galilea occidentale a seguito degli attacchi provenienti dal Libano. 16.07 Axios, per Cina e Mossad Mojtaba Khamenei è ancora vivo Gli Stati Uniti e Israele ritengono, sulla base di alcune informazioni di intelligence, che Mojtaba Khamenei sia ancora vivo ma stanno cercando segnali, anche per capire chi detiene il potere ora a Teheran mentre la nuova Guida Suprema resta silente. Lo ha rivelato Barak Ravid di Axios. Tra le prove che sia vivo, una fonte a conoscenza dei dettagli ha citato tentativi da parte di alti funzionari iraniani di organizzare incontri faccia a faccia con lui, falliti per motivi di sicurezza. Allo stesso tempo, un funzionario americano ha fatto notare come a Washington stiano ancora cercando di capire chi prenda realmente le decisioni a Teheran: "Non abbiamo prove che sia effettivamente lui a impartire gli ordini. È a dir poco bizzarro. Non crediamo che gli iraniani si sarebbero presi la briga di scegliere un uomo morto come leader supremo, ma allo stesso tempo non abbiamo prove che sia effettivamente il leader di fatto". 14.53 Usa: indebolita la capacità dell'Iran di minacciare Hormuz L'esercito statunitense ha dichiarato che la capacità dell'Iran di minacciare lo Stretto di Hormuz è stata "indebolita" dal bombardamento, questa settimana, di una struttura sotterranea dove erano stoccati missili da crociera e altre armi. Con l'Iran che ha in gran parte chiuso lo Stretto, porta d'accesso per un quinto del petrolio mondiale, l'esercito statunitense ha schierato alcune delle bombe più pesanti del suo arsenale per penetrare le postazioni missilistiche adiacenti. 14.46 Media, Israele nega di aver attaccato Natanz Le forze armate israeliane hanno smentito a Yedioth Ahronoth di aver partecipato all'attacco all'impianto di arricchimento dell'uranio a Natanz, nell'Iran centrale, come riferito dall'agenzia di stampa Tasnim che ha parlato di un raid congiunto Israele-Stati Uniti. "Non abbiamo attaccato e non sappiamo chi l'abbia fatto. Non commentiamo le operazioni americane", ha detto un portavoce. Secondo quanto riportato dall'emittente pubblica israeliana Kan, l'attacco è stato condotto dagli Stati Uniti, utilizzando bombe 'bunker buster', come quelle usate lo scorso giugno per colpire a forte profondità. 14.45 Salgono a 22 i Paesi impegnati per la sicurezza a Hormuz Sono arrivati a 22 i Paesi che hanno aderito alla dichiarazione congiunta, firmata nei giorni scorsi anche dall'Italia, per garantire il passaggio sicuro nello Stretto di Hormuz dopo una tregua delle ostilità, condannando la chiusura da parte dell'Iran di questa vitale via navigabile. "Esprimiamo la nostra disponibilità a contribuire agli sforzi appropriati per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto", si legge nel documento firmato ora da 22 Paesi. L'iniziativa era partita da Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Olanda e Giappone; si sono uniti, al momento, Canada, Corea del Sud, Nuova Zelanda, Danimarca, Lettonia, Slovenia, Estonia, Norvegia, Svezia, Finlandia, Repubblica Ceca, Romania e Lituania, Australia, Bahrein ed Emirati Arabi Uniti. 14.01 Mosca: il raid su Natanz viola il diritto internazionale Il ministero degli Esteri russo ritiene il raid statunitense-israeliano alla centrale nucleare iraniana di Natanz una "violazione del diritto internazionale" su cui dovrebbe indagare l'Onu. "Nonostante le ben note affermazioni sulla 'completa distruzione' del programma nucleare iraniano a seguito degli attacchi aerei statunitensi del giugno dello scorso anno, la mattina del 21 marzo l'impianto di arricchimento dell'uranio di Natanz, in Iran, che è sotto la protezione dell'Aiea, è stato nuovamente attaccato", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova. "Si tratta di una palese violazione del diritto internazionale, delle Carte delle Nazioni Unite, dell'Aiea e delle pertinenti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite", ha denunciato la portavoce. 13.56 Media, bambino ucciso in un raid Usa-Israele L'agenzia di stampa iraniana Mehr riferisce che un bambino è stato ucciso in un attacco condotto da forze statunitensi o israeliane sulla città di Ahvaz, nella provincia sud-occidentale del Khuzestan, in cui sono rimasti feriti anche i genitori. "In questo attacco, una famiglia di tre persone è stata colpita: i genitori sono rimasti feriti e il loro figlio piccolo è morto", ha dichiarato Valiullah Hayati, vice governatore della provincia. I soccorritori stanno rimuovendo le macerie dal luogo dell'esplosione. Hayati ha aggiunto che un proiettile inesploso ha colpito anche un'abitazione ad Aghajari, un'altra città a Est. Mehr non ha riportato vittime in quest'ultima località. 13.06 Londra conferma, Teheran ha tentato di colpire la base Diego Garcia L'Iran ha cercato di colpire "senza successo" la base militare congiunta anglo-americana di Diego Garcia nell'Oceano Indiano, ha confermato una fonte ufficiale britannica, dopo che il Wall Street Journal aveva riportato il lancio di due missili balistici da parte di Teheran. La fonte ha affermato che il "tentativo fallito di colpire Diego Garcia" è avvenuto prima che, ieri, il governo britannico annunciasse che avrebbe consentito agli Stati Uniti di utilizzare alcune delle proprie basi per colpire siti iraniani utilizzati per attaccare navi nello Stretto di Hormuz. 12.17 Appello dell'Aiea alla moderazione, "evitare l'incidente nucleare" L'agenzia nucleare delle Nazioni Unite ha dichiarato di star esaminando una segnalazione dell'Iran secondo cui il sito nucleare di Natanz sarebbe stato attaccato in raid congiunti di Stati Uniti e Israele. Il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Rafael Grossi, ha ribadito un "appello alla moderazione militare per evitare qualsiasi rischio di incidente nucleare", ha pubblicato l'agenzia su X. "L'Aiea è stata informata dall'Iran che il sito nucleare di Natanz è stato attaccato oggi. Non è stato segnalato alcun aumento dei livelli di radiazione al di fuori del sito", ha aggiunto. 11.23 Katz: "Nei prossimi giorni aumenterà l'intensità dei raid" "Questa settimana l'intensità degli attacchi condotti dalle forze armate israeliane e americane contro il regime iraniano e contro le infrastrutture ad esso collegate aumenterà significativamente". Lo ha annunciato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz, dopo una riunione di valutazione della situazione insieme al vice capo di Stato Maggiore, Tamir Yadai, al capo dell'Intelligence militare, Shlomi Binder, al direttore generale della Difesa, Amir Baram, e ad altri alti funzionari. "L'Idf è forte, come il fronte interno israeliano, e non ci fermeremo finche' non saranno raggiunti tutti gli obiettivi di guerra", ha aggiunto. 10.45 Ucciso un funzionario dell'intelligence irachena a Baghdad Nell'attacco, all'edificio di Baghdad, riferiscono fonti irachene, è stato ucciso un funzionario dell'intelligence irachena. "Un ufficiale è stato martirizzato", si legge in una nota che denuncia "un attacco terroristico perpetrato da elementi criminali". Secondo un funzionario della sicurezza e una fonte della protezione civile irachena un altro funzionario è rimasto ferito. 10.21 Israele e Usa attaccano l'impianto nucleare a Natanz in Iran Israele e Stati Uniti hanno attaccato l'impianto di arricchimento dell'uranio a Natanz, in Iran. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Tasnim. Non è stata segnalata alcuna fuga radioattiva, sottolinea Yedioth Ahronoth. "In seguito ai criminali attacchi perpetrati dagli Stati Uniti e dal regime sionista usurpatore contro il nostro Paese, il complesso di arricchimento di Natanz è stato preso di mira questa mattina", ha dichiarato l'Organizzazione per l'energia atomica della Repubblica islamica, sottolineando che "non è stata segnalata alcuna perdita di materiale radioattivo" nell'area dell'Iran centrale. 09.28 Droni su Baghdad, colpito edificio degli agenti segreti iracheni Un quartiere residenziale di Baghdad è stato colpito da un drone che ha preso di mira un edificio dei servizi di sicurezza iracheni. Secondo una fonte locale l'edificio ospita un'agenzia di sicurezza irachena che collabora con i consiglieri statunitensi in Iraq, parte di una coalizione internazionale anti-jihadista. Un altro drone, che filmava l'operazione, si è schiantato contro un club sportivo privato frequentato dall'elite irachena e da diplomatici stranieri. 09.09 Putin: "La Russia rimane un partner affidabile per l'Iran" La Russia rimane un partner affidabile per l'Iran. Lo ha detto Vladimir Putin nel suo messaggio di auguri per la festività di Nowruz, il capodanno persiano. "Auguro al popolo iraniano di superare queste dure prove con dignità e in questo momento difficile Mosca rimane un amico leale e un partner affidabile di Teheran", ha detto Putin secondo quanto riportato dal servizio stampa del Cremlino. 08.53 Israele, miliziani di Hezbollah uccisi durante scontro a fuoco in Libano Un gruppo di miliziani di Hezbollah è stato ucciso in uno scontro a fuoco con le forze armate israeliane. Secondo quanto riferito dall'Idf al Times of Israel, i soldati della Brigata Givati hanno individuato diversi uomini armati, hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con uno degli uomini, uccidendolo e hanno quindi ordinato a un drone dell'Aeronautica israeliana di colpire gli altri. Poco dopo, altri tre uomini sono stati uccisi da un carro armato. 07.59 Teheran minaccia gli Emirati: "Non attaccate le isole contese nel Gofo Persico" Teheran ha avvertito gli Emirati Arabi Uniti di non permettere attacchi dal proprio territorio contro due isole contese nel Golfo Persico, vicino allo strategico Stretto di Hormuz. "Avvertiamo gli Emirati Arabi Uniti che, qualora si verificassero ulteriori aggressioni provenienti dal loro territorio contro le isole iraniane di Abu Musa e Greater Tunb nel Golfo Persico, le potenti forze armate iraniane sottoporranno Ras Al Khaimah, negli Emirati Arabi Uniti, a pesanti attacchi", ha dichiarato il comandante operativo dell'esercito, Khatam Al-Anbiya, in un comunicato diffuso dall'agenzia di stampa Tasnim. Abu Musa e Greater Tunb, controllate dall'Iran ma rivendicate dagli Emirati Arabi Uniti, sono da tempo fonte di disputa tra i due Paesi. Le isole si trovano nel Golfo, vicino all'imboccatura dello Stretto di Hormuz e l'Iran accusa gli Stati della regione di aver permesso alle forze statunitensi di condurre attacchi dal loro territorio e, nel corso della guerra, ha lanciato attacchi missilistici e con droni contro quelli che definisce interessi statunitensi. 06.17 L'Iran permette alle navi giapponesi ad attraversare lo Stretto di Hormuz L'Iran è disposto ad aiutare le navi giapponesi ad attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi all'agenzia Kyodo News in un'intervista pubblicata oggi. Il Giappone dipende dalle importazioni di petrolio greggio dal Medio Oriente, la maggior parte delle quali transita attraverso lo Stretto di Hormuz, una rotta commerciale cruciale per l'approvvigionamento mondiale di carburante. In pratica, l'Iran ha bloccato l'accesso allo stretto in risposta agli attacchi sferrati da Israele e dagli Stati Uniti, lasciando i paesi che dipendono da questa rotta marittima a lottare per trovare alternative e attingere alle proprie riserve. 04.06 Israele bombarda "obiettivi del regime" a Teheran Le forze israeliane hanno attaccato "obiettivi del regime iraniano" a Teheran nelle prime ore di oggi, secondo quanto riferito da fonti militari, a tre settimane dall’inizio dell’offensiva di Stati Uniti e Israele contro l’Iran. “Le Forze di Difesa di Israele (IDF) stanno attaccando obiettivi del regime terroristico iraniano a Teheran”, ha dichiarato l'organizzazione in un comunicato appena due ore dopo aver annunciato bombardamenti contro posizioni del gruppo sciita libanese Hezbollah nella periferia sud di Beirut. 03.58 L'Iran lancia due missili contro la base militare aglo-americana Diego Garcia L'Iran ha lanciato due missili balistici verso la base anglo-americana di Diego Garcia, situata nel cuore dell'Oceano Indiano. Lo scrive il 'Wall Street Journal' che cita diversi funzionari statunitensi spiegando che nessuno dei due missili lanciati verso questa base, situata a circa 4.000 chilometri dal territorio iraniano, ha colpito il bersaglio. Uno dei missili ha avuto un guasto in volo mentre una nave da guerra americana ha lanciato un missile per intercettare il secondo, secondo due dei funzionari. Dal Pentagono nessun commento 01.50 Teheran minaccia: funzionari Usa e israeliani bersaglio ovunque nel mondo Funzionari israeliani e statunitensi diventeranno un bersaglio "in qualsiasi parte del mondo", compresi i luoghi di svago e turistici, nel contesto dell’escalation del conflitto in Medio Oriente. Lo ha affermato il generale di brigata Abolfazl Shekarchi, portavoce delle Forze armate iraniane, aggiungendo che “d'ora in poi, secondo le informazioni in nostro possesso, nemmeno i luoghi ricreativi e turistici in tutto il mondo saranno sicuri per voi”.
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