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Cronaca
Morti sospette in ambulanza, si indaga su 6 possibili omicidi
Oggi 13-04-26, 17:48
AGI - Sono in totale sei i casi di decesso di anziani che la procura di Forlì attribuisce a Luca Spada, l'autista di ambulanza 27enne originario di Meldola arrestato sabato con l'accusa di aver provocato la morte dell'85enne Deanna Mambelli, deceduta il 25 novembre 2025 dopo quella che gli inquirenti ritengono un'iniezione d'aria tramite accesso venoso. Secondo gli inquirenti, l'ex operatore della Croce Rossa avrebbe agito approfittando della vulnerabilità delle vittime, in violazione dei doveri legati al servizio svolto, ai danni di pazienti e con modalità ritenute insidiose. Per il primo episodio oggetto della misura cautelare, la procura ipotizza anche la premeditazione, circostanza che la gip Ilaria Rosati non ha però riconosciuto. Le indagini sulla pianificazione e i messaggi Per l'accusa, un possibile indice della pianificazione è in un messaggio inviato il 17 novembre a un collega, nel quale Spada prospettava l'intenzione di "fare una lunga" per "far fuori qualcuno". Un elemento che, secondo il giudice, non prova in modo univoco una scelta anticipata, risultando compatibile anche con un proposito maturato sul momento o con una semplice preparazione del gesto. Nell'ordinanza emergono inoltre intercettazioni dai toni cinici, con frasi sugli anziani ritenuti "destinati a morire" e riferimenti a decessi durante i turni. Gli investigatori segnalano anche contatti con ambienti di onoranze funebri. Tra gli elementi a carico figura infine la testimonianza di una collega, che ha riferito dell'uso anomalo in ambulanza di strumenti come siringhe e bisturi, ipotizzando che l'indagato potesse introdurre aria nei cateteri dei pazienti durante i trasporti. I sistemi di videosorveglianza e le segnalazioni Incontrando la stampa, il procuratore Enrico Cieri ha spiegato che sull'ambulanza erano stati installati sistemi di videosorveglianza dopo segnalazioni riservate dei carabinieri su "un'abnorme mortalità nei trasporti secondari affidati a questo signore". Tuttavia, proprio nel caso Mambelli, "ahinoi la telecamera non ha funzionato" e, nonostante i servizi degli investigatori, "i carabinieri hanno pedinato questa ambulanza senza essere in grado di capire cosa era successo all'interno". Il movente e i legami con il settore funebre La Procura ha chiarito che "c'è un solo indagato, non ci sono altre persone"; quanto al movente "non lo sappiamo, costituirà oggetto di successivi accertamenti", ha sottolineato Cieri. Tra gli elementi al vaglio anche i presunti legami dell'indagato con il settore funebre: "Aveva rapporti con imprese, ne fa menzione anche lui". Dopo l'arresto è stata sequestrata una divisa in un'agenzia, che però "non ha trattato nessuno dei morti contestati", è stato sottolineato. Profilo psicologico e ipotesi di serialità Gli inquirenti stanno inoltre approfondendo il quadro complessivo: "stiamo lavorando ad un profilo psicologico", ha detto Cieri, aggiungendo che le verifiche procedono "ad ampio spettro, anche sul fronte patrimoniale", mentre resta sullo sfondo l'ipotesi investigativa di una possibile serialità nei decessi. L'ipotesi è che gli anziani venissero uccisi tramite iniezioni d'aria. Una modalità questa che potrebbe rendere difficoltosa la raccolta di elementi di prova concreti specialmente negli altri cinque casi oggetto di sospetto da parte degli inquirenti.
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