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Estero
Perché non sarà così rapido per l'Ungheria abbandonare la Corte Penale internazionale
Oggi 04-04-25, 09:01
AGI - L'Ungheria ha annunciato il suo ritiro dalla Corte penale internazionale (Cpi), nel primo giorno della visita a Budapest del premier israeliano Benjamin Netanyahu, nei confronti del quale è stato emesso un mandato di arresto da parte della stessa Corte per "crimini contro l'umanità e crimini di guerra". Budapest ha ripetutamente denunciato la Cpi come "politicamente faziosa" e ha intrapreso questo passo sulla scia del presidente Usa, Donald Trump, che a febbraio ha imposto sanzioni alla Corte per quelle che ha definito "azioni illegittime e infondate contro l'America e il suo stretto alleato Israele". Obbligo di cooperazione L'Ungheria resta obbligata a cooperare con la Corte penale internazionale, ha ammonito il portavoce della Corte all'Aja, Fadi El Abdallah. "Non spetta agli Stati membri determinare unilateralmente il merito delle decisioni legali della Cpi", ha sottolineato il portavoce. Abbandonare la Cpi, a cui appartengono tutti i 27 membri dell'Ue, comporterebbe per Budapest prima l'approvazione di un disegno di legge attraverso il Parlamento, dominato dal partito Fidesz di Orban, e poi la notifica formale all'ufficio del segretario generale dell'Onu. Il ritiro di uno Stato dalla Cpi ha effetto solo un anno dopo la presentazione di tale notifica. Statuto di Roma L'Ungheria ha firmato lo Statuto di Roma, il trattato istitutivo della Cpi, nel 1999 e lo ha ratificato due anni dopo, durante il primo mandato di Orban. Non ha, però, ratificato la relativa Convenzione di Roma, per motivi di legittimità costituzionale e pertanto Budapest sostiene di non essere tenuta a conformarsi alle decisioni della Corte. Divisioni in Ue Gli Stati membri e i politici in Ue sono divisi sull'opportunità di rispettare il mandato di arresto nei confronti di Netanyahu: alcuni, come Spagna, Paesi Bassi e Finlandia, hanno garantito che lo rispetteranno; altri, come l'Italia, sostengono che il premier israeliano gode dell'immunità, secondo la Convenzione di Vienna e quindi non sarebbe arrestato (lo ha spiegato il ministro degli Esteri Antonio Tajani); altri ancora, come il probabile futuro cancelliere tedesco Friedrich Merz, hanno detto che troveranno "modi e mezzi" per far entrare sul proprio territorio Netanyahu. La Corte Penale internazionale La Corte - che conta 124 membri - si propone di perseguire le persone responsabili di gravi crimini, quando i Paesi non possono o non vogliono farlo autonomamente. Ha aperto più di 30 casi per presunti crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio, ma è ostacolata dalla mancanza di riconoscimento (non ne fanno parte due potenze come Usa e Russia) e di strumenti per imporre l'applicazione delle sue sentenze. Dei 60 mandati di arresto emessi dal 2002, solo 21 sono stati eseguiti, prima del recente arresto dell'ex presidente filippino Rodrigo Duterte. Finora solo Burundi e Filippine hanno finora lasciato la Cpi.
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