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Cronaca
Smantellata la 'setta dell'alchimia', estorsioni e abusi sugli adepti
Oggi 31-03-26, 13:08
AGI - La Polizia di Perugia con il Servizio Centrale Operativo ha proceduto al fermo di indiziato di delitto a carico di tre uomini e una donna, indagati, a vario titolo, per associazione a delinquere finalizzata a truffa, estorsione e violenza sessuale, ai danni degli aderenti a un gruppo da loro costituito. Le indagini della Squadra Mobile e dello SCO sono partite da una segnalazione del padre di un membro del gruppo. L'uomo ha riferito che il figlio, a metà del 2023, aveva iniziato a frequentare alcuni corsi di alchimia con un fantomatico 'maestro', e che in seguito si era trasferito all'interno di una struttura del gruppo e aveva eseguito pagamenti mensili in favore del maestro. Il figlio aveva lasciato il suo lavoro per seguire l'associazione, prima in provincia di Pesaro Urbino e poi in Umbria, e aveva interrotto completamente qualsiasi rapporto con i suoi amici e anche con i suoi familiari. L'attività investigativa e i ruoli nel gruppo Grazie a un'articolata attività investigativa, che ha visto i poliziotti impiegati in pedinamenti, audizione di testimoni, intercettazioni telefoniche, è stato possibile raccogliere elementi a carico degli indagati che si facevano chiamare Maestro, Maestra, Sciamano, Guaritore. Un gruppo organizzato, per gli inquirenti, con ruoli diversi per ogni appartenente, con un 'addetto al reclutamento' con tecniche volte a carpire la fiducia dei potenziali adepti, ma anche capace di minacce in caso di abbandono del percorso, e un responsabile della realizzazione dei riti all'interno della setta e, infine, un responsabile di 'pratiche curative'. I versamenti e l'uso del denaro Gli accertamenti sui conti correnti bancari, inoltre, hanno permesso di appurare che in favore dell'associazione, nel corso del tempo, sono stati effettuati versamenti mensili e donazioni dagli associati per un valore complessivo di oltre 500mila euro, denaro poi in parte utilizzato dagli indagati per l'acquisto di auto - alcune di lusso - e gioielli, e per conti di ristoranti. Per ottenere i pagamenti e indurre le persone a non abbandonare l'associazione, gli indagati hanno fatto ricorso a tecniche di manipolazione, minacce di ripercussioni spirituali, di malattia o malasorte e promesse di salvezza.
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