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Estero
Trump: "L'Iran faccia l'accordo prima che sia troppo tardi"
Oggi 02-04-26, 18:44
AGI - "Il ponte più grande dell'Iran crolla, per non essere mai più utilizzato. E molto altro seguirà! È ora che l'Iran faccia un accordo prima che sia troppo tardi e che non rimanga più nulla di ciò che potrebbe ancora diventare un grande Paese!". Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump, che in un discorso alla nazione dai toni definitivi, ha delineato il bilancio di un conflitto che ha radicalmente mutato gli equilibri in Medio Oriente. Secondo il presidente Usa, le capacità belliche dell’Iran sarebbero state neutralizzate a seguito di un'offensiva senza precedenti condotta nelle ultime quattro settimane. Trump ha descritto un quadro di supremazia tattica assoluta, affermando che le forze armate statunitensi hanno conseguito risultati storici sul campo. "Nelle scorse quattro settimane le nostre forze armate hanno ottenuto vittorie travolgenti sul campo di battaglia, vittorie come pochi hanno visto prima. Stasera la Marina dell'Iran non c'è più", ha dichiarato Trump, aggiungendo che anche la forza aerea di Teheran risulta ormai inesistente. "Gli Stati Uniti non sono mai stati più pronti per affrontare questa minaccia - ha detto Trump - abbiamo costruito la più forte economia del mondo. Lo abbiamo fatto in un anno. Abbiamo preso un Paese morto, eravamo morti, a pezzi dopo l'ultima amministrazione, e lo abbiamo reso il Paese più in forma del mondo" L'obiettivo strategico e il depotenziamento L’obiettivo strategico dichiarato è il depotenziamento totale del regime, un processo che la Casa Bianca definisce ormai in fase di ultimazione. "L'Iran è decimato", ha incalzato il Presidente, spiegando che gli Stati Uniti stanno "smantellando sistematicamente la capacità del regime" di "minacciare l'America e proiettare il loro potere al di fuori dei propri confini". L'operazione ha preso di mira i pilastri della difesa iraniana: "Questo significa eliminare la Marina iraniana, ormai completamente distrutta, la loro forza aerea e il loro programma missilistico a livelli mai visti prima. Abbiamo fatto tutto: la Marina è sparita, la forza aerea non c'è più, i loro missili sono quasi esauriti". Cambio di regime e crisi umanitaria Sebbene Washington avesse ufficialmente escluso il rovesciamento del governo di Teheran tra i propri obiettivi iniziali, Trump ha confermato che il collasso delle gerarchie di potere è avvenuto nei fatti. "Il cambiamento di regime non era il nostro obiettivo, ma c'è stato. Ho visto che tutti i loro leader originari sono morti, il nuovo gruppo è meno radicale e molto più ragionevole", ha osservato il Presidente. Il bilancio del conflitto interno Il bilancio del conflitto interno è però pesante. Trump ha accusato il regime di aver ucciso "45 mila manifestanti" scesi in piazza contro le autorità. Il dato segna un incremento rispetto alla stima di 32 mila vittime fornita dallo stesso Presidente lo scorso 28 febbraio, in concomitanza con l'inizio delle ostilità. La sicurezza dello stretto di Hormuz e il futuro energetico Sul fronte geopolitico ed energetico, il Presidente ha inviato un messaggio perentorio alla comunità internazionale, chiarendo che gli Stati Uniti non intendono più farsi carico esclusivo della sicurezza delle rotte marittime nel Golfo. "I Paesi del mondo che ricevono petrolio tramite lo Stretto di Hormuz, devono occuparsene. Lo possono fare facilmente, noi aiuteremo ma devono essere loro a condurre le operazioni. Quelli che non possono prendere combustibile, dovranno farselo da soli, dovranno prenderlo dagli Stati Uniti, noi ne abbiamo tantissimo". Trump ha poi ribadito l'indipendenza energetica di Washington: "Non importiamo petrolio dallo Stretto di Hormuz, non ci serviva e non ci servirà". Il monito finale e le responsabilità politiche Il Presidente non ha risparmiato critiche ai suoi predecessori, indicando in particolare l'amministrazione di Barack Obama come responsabile di "errori" che avrebbero "rafforzato l'Iran". Errori che, secondo Trump, l'attuale governo ha dovuto correggere per porre fine alla minaccia iraniana nel mondo. La pressione militare e l'avvertimento finale Nonostante il successo delle operazioni, la pressione militare non sembra destinata a scemare immediatamente. "Siamo molto vicini a finire il lavoro", ha concluso Trump, lanciando un ultimo avvertimento: "Li colpiremo in modo estremamente duro nelle prossime due, tre settimane. Li riporteremo all'età della pietra, a cui appartengono".
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