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Anche i "nemici" di Bergoglio a San Pietro: cosa vuol dire. Il retroscena del nostro vaticanista
Oggi 26-02-25, 14:54
Il mondo è in ansia per le condizioni di Papa Francesco tra bollettini ufficiali e indiscrezioni vere e presunte che contribuiscono a rendere ancora più incerto lo scenario. Nelle ultime ore, spiega il Vaticano, "non si sono verificati episodi acuti respiratori" mentre nella serata di ieri Papa Bergoglio "ha effettuato una tac di controllo programmata per il monitoraggio radiologico della polmonite bilaterale. La prognosi rimane riservata". "Non si esclude, prima della fine della settimana, di un secondo incontro stampa con i medici", spiega la sala stampa vaticana, che ha "firmato" la maggior parte dei bollettini medici. Nella puntata di martedì 25 febbraio di Porta a Porta, il programma condotto da Bruno Vespa su Rai1, che fa notare che "sono giorni di completa nebbia, fumosità perché abbiamo varie volte avuto degli alert, in tutte le redazioni, su situazioni che precipitavano o poi non precipitavano. Si è anche diffusa la voce che fosse morto. Ma come nascono queste voci?", chiede al vaticanista de Il Tempo, Francesco Capozza. Notizie come quella del decesso, spiega il vaticanista, possono essere verificate in tempi rapidissimi. "Il discorso è un altro, qui non parliamo di fake news, qui parliamo, e l'abbiamo già affrontato precedentemente questo ragionamento, del fatto che ancora oggi i bollettini non sono dei bollettini medici, ma sono dei bollettini della sala stampa", osserva Capozza. Insomma, "fino a quando noi non abbiamo la firma di un medico, io mi domando perché non ci sia", non possiamo essere certi di nulla. Sarebbe opportuno tornare alla comunicazione che c'era stata a suo tempo con Giovanni Paolo II, ma anche con il ricovero per l'operazione del 2021 del Pontefice attuale. Ogni sera dovrebbe scendere il team medico al punto stampa, perché nel momento in cui noi sentiamo le parole vive dei medici, sono incontrovertibili". Finora infatti c'è stato solo un punto stampa del professore Alfieri, che è stato perfino rimproverato di essere entrato in troppi dettagli, fa notare Vespa. Ci sono poi i segnali che per forza di cose sfuggono ai non addetti ai lavori. "In piazza al rosario con il cardinale Parolin c'erano 27 cardinali - osserva Capozza - ed è una bella notizia, vuol dire che la Chiesa si sta comunque unendo, anche i famosi nemici di Papa Francesco. In piazza c'erano per esempio il cardinale Gerhard Müller, che era l'ex prefetto del Dicastero della Dottrina della Fede. Ma c'era anche il cardinale Burke, che è l'acerrimo nemico del Papa, che gli ha tolto il piatto cardinalizio", ossia stipendio e appartamento... È un bel segnale che la Chiesa in questo momento sia unita.
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