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Garlasco, l'ipotesi choc: "Riesumare il corpo di Chiara". Cosa c'è dietro
Oggi 31-08-25, 11:49
Dopo la pausa estiva, il caso dell'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco si prepara a vivere settimane cruciali. La Procura di Pavia attende infatti i primi risultati delle nuove perizie disposte nell'ambito dell'inchiesta riaperta lo scorso giugno, a distanza di 18 anni dal delitto avvenuto il 13 agosto 2007. Il primo esito atteso è quello del Ris di Cagliari, incaricato di una nuova ricostruzione della scena del crimine. Il sopralluogo, effettuato il 9 giugno scorso con l'ausilio di droni e laser scanner, ha permesso di raccogliere nuove misurazioni per una ricostruzione tridimensionale, comprensiva anche di analisi Bpa (Bloodstain pattern analysis) sulle tracce repertate e fotografate nel 2007. I consulenti avevano chiesto 60 giorni di tempo, sospesi durante la pausa estiva: il deposito dovrebbe quindi arrivare ai primi di settembre. Tuttavia, come già accaduto in passato, la consulenza non sarà probabilmente resa subito nota alle parti. Una volta completata, la relazione del Ris sarà messa a disposizione dell'antropologa e medico legale Cristina Cattaneo, docente all'Università degli Studi di Milano, nominata dalla Procura per una valutazione più ampia, sia medico-legale sulla vittima sia sul luogo del delitto. L'incarico alla Cattaneo ha alimentato le voci di una possibile riesumazione del corpo di Chiara Poggi. Sull'ipotesi è intervenuto l'avvocato Massimo Lovati, difensore di Andrea Sempio, che ha dichiarato: "Se la Procura ha nominato questa super-consulente, lavorerà solo sulle carte? Ma la riesumazione, al momento, è solo una mia ipotesi", si legge su "Il Giorno". Parallelamente, riprenderanno le operazioni peritali dell'incidente probatorio. La genetista Denise Albani dovrà pronunciarsi sull'utilizzabilità del materiale trovato sui margini ungueali della vittima, dopo aver richiesto i dati grezzi al perito Francesco De Stefano. In Appello-bis, quelle tracce erano state ritenute non idonee per una comparazione, ma successivamente rivalutate dai consulenti della Procura e della difesa di Alberto Stasi, che ne hanno sostenuto l'utilizzabilità. Resta aperta anche la questione degli aplotipi Y: se per Ignoto 3 l'identità è stata chiarita come contaminazione dovuta a un tampone orale, Ignoto 2 resta senza volto, mentre Ignoto 1 è stato attribuito all'indagato Andrea Sempio. Inoltre, il perito dattiloscopista Domenico Marchigiani è stato incaricato di tentare l'attribuzione delle impronte digitali rinvenute sui fogli di acetato, come disposto nell'ultima udienza del 23 luglio. Settembre, dunque, si annuncia un mese chiave per riaccendere l'attenzione su uno dei casi di cronaca nera più controversi degli ultimi decenni.
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