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Il nuovo messaggio del Papa: “Proviamo ad esorcizzare la morte, ma dobbiamo farci i conti”
05-03-2025, 18:10
Le Ceneri «ci aiutano a fare memoria della fragilità e della pochezza della nostra vita: siamo polvere, dalla polvere siamo stati creati e in polvere ritorneremo». Sono queste le parole usate da Papa Francesco nell'omelia preparata per la messa, nella Basilica di Santa Sabina, con il Rito di benedizione e di imposizione delle ceneri. Il testo è stato letto dal cardinale Angelo De Donatis, che ha sostituito il Pontefice nel rito che apre la Quaresima. «Le sacre ceneri, questa sera, verranno sparse sul nostro capo. Esse ravvivano in noi la memoria di ciò che siamo, ma anche la speranza di ciò che saremo. Ci ricordano che siamo polvere, ma ci incamminano verso la speranza a cui siamo chiamati, perché Gesù è disceso nella polvere della terra e, con la sua Risurrezione, ci trascina con sé nel cuore del Padre», sottolinea il Pontefice nel testo. «Così si snoda il cammino della Quaresima verso la Pasqua, tra la memoria della nostra fragilità e la speranza che, alla fine della strada, ad attenderci ci sarà il Risorto». «Questa condizione di fragilità ci richiama il dramma della morte, che nelle nostre società dell'apparenza proviamo a esorcizzare in molti modi e a emarginare perfino dai nostri linguaggi, ma che si impone come una realtà con la quale dobbiamo fare i conti, segno della precarietà e fugacità della nostra vita. Così, nonostante le maschere che indossiamo e gli artifizi spesso creati ad arte per distrarci, le ceneri ci ricordano chi siamo. Questo ci fa bene. Ci ridimensiona, spunta le asprezze dei nostri narcisismi, ci riporta alla realtà, ci rende più umili e disponibili gli uni verso gli altri: nessuno di noi è Dio, siamo tutti in cammino», ha detto ancora il Papa nel testo.
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