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In piazza con Prodi, Lepore a Bologna prova ad evitare l'errore di Gualtieri: “Ospiti gratis”
01-04-2025, 09:17
Piazza del popolo, il secondo tempo. Con la stessa formula e gli stessi (indistinti) slogan, e qualche sensibile cambiamento. Intanto la città: da Roma si passa a Bologna. Poi i costi: troppo rischioso far pagare tutto al Comune come ha fatto Roberto Gualtieri nella Capitale (con oltre 300 mila euro di spese e diversi esposti presentati da Fratelli d'Italia e Lega). «I 20 mila euro per il palco saranno coperti da privati, e gli ospiti interverranno gratis», mette in chiaro il sindaco di Bologna Matteo Lepore, che organizza l'evento con l'omologa di Firenze Sara Funaro. La nuova formula low cost avrà comunque un nutritissimo stuolo di artisti e maître à penser cari alla sinistra. Con una strenna d'eccezione: il video collegamento con Romano Prodi (per evitare altre «affettuosità» da nonno). Il 6 aprile in piazza ci saranno 55 sindaci con la fascia tricolore (tra Toscana ed Emilia Romagna), comici (Paolo Hendel e Alessandro Bergonzoni), registi (Giorgio Diritti), e pure Gad Lerner. Il titolo, naturalmente, è lo stesso di Roma: l'Europa. Con una sottolineatura: la propaganda del Nazareno specifica la propria contrarietà al riarmo di Ursula von der Leyen. Questa almeno è la versione ufficiale, poi c'è quella che attiene l'eterno inseguimento tra Pd e M5S. Intanto la piazza bolognese in un primo momento era stata lanciata per il giorno prima (il sabato), nella stessa data da tempo prenotata dai pentastellati ai Fori Imperiali. Per evitare lo sgarbo, quindi, il rinvio al 6 aprile in piazza Nettuno. Allerta massima per Elly Schlein, se Giuseppe Conte rilancerà con forza la sua piattaforma pseudo pacifista, il Pd non potrà essere da meno. Ben venga la piazza del giorno dopo: il perfetto escamotage per ribadire che il campo largo è sempre pronto a schierarsi contro il riarmo, annullando ogni differenza, soprattutto quella che vede il Nazareno fortemente diviso sul tema. Con la segretaria che ha perso mezzo gruppo durante la plenaria di Strasburgo. E lei stessa in versione «double face»: a Bruxelles alla fine è stata costretta ad accodarsi alla posizione dei socialisti (favorevoli al piano da 800 miliardi), a Roma invece si presenta come alfiere della pace. L'ex presidente del Consiglio conosce le difficoltà della sua «quasi» amica e continua, con sadismo, a provocarla. Così la segretaria potrebbe passare dall'iniziativa 5 stelle (formalmente non ha ancora deciso) del sabato, al bagno di folla nella sua città il giorno dopo. Insomma due giorni, due piazze, due facce. La doppia vita di Elly.
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