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Nel Pd vogliono bandire Vannacci da Sanremo (e parlano pure di inclusione)
04-02-2025, 10:18
Un fiume in piena. Che non ha alcuna intenzione di restare nei margini. In particolar modo in quelli imposti dalla sinistra radicale chic. Dai tromboni con villetta in collina, convinti che il mondo si divida tra simpatici e antipatici. Roberto Vannacci ha appena pubblicato sui propri profili social un video che, come spesso capita per le uscite dell'uomo dalle cinque stelle, solleverà un polverone di polemiche. "Nell'elenco di chi partecipa a Sanremo ci sono proprio tutti, da Fedez ad Achille Lauro, manca solo il mio nome: Roberto Vannacci. Eppure si parla di me anche in questa occasione. Grazie a Cristian Quesada, segretario provinciale del Pd, sono stato chiamato in causa: non gli va proprio che vada come ospite a Sanremo. È stato preso dall'allergia e ha iniziato a starnutire e grattarsi. Lui proclama che il Festival è simbolo di apertura, cultura e inclusione. E che ha dato ampio spazio a tutti e a sensibilità diverse. Pertanto, io, secondo lui, sarei l'unica voce e sensibilità diversa a non avere la possibilità di esprimersi”. Val la pena di ricordare cosa aveva detto, nello specifico il segretario provinciale del Pd. “La presenza di Roberto Vannacci a Sanremo nei giorni del Festival è una provocazione evidente, una operazione studiata per sfruttare la risonanza mediatica della kermesse e amplificare un messaggio divisivo e reazionario. Non farebbe ridere neanche se fosse una barzelletta, perché di comico non ha proprio nulla quando si cerca di strumentalizzare uno degli eventi più seguiti dagli italiani per fini politici e propagandistici Sanremo ha da sempre un simbolo di apertura, cultura e inclusione. Il Festival – ha aggiunto Quesada - ha raccontato l'evoluzione della società italiana, dando spazio a voci e sensibilità diverse, promuovendo il rispetto delle differenze e il progresso culturale. Vannacci, invece, rappresenta l'esatto opposto: il suo primo libro, Il mondo al contrario, è stato un manifesto di intolleranza, con attacchi contro donne, migranti, persone LGBTQ+ e chiunque non rientri nella sua visione reazionaria della società”. Parole che non sono affatto piaciute al generale, che ha replicato, attaccando frontalmente il Pd e la sua ideologia: “Sanremo non può diventare la vetrina della propaganda reazionaria. Secondo la sua idea di democrazia, invece, Sanremo dovrebbe essere la vetrina dell'ideologia dogmatica, progressista e di sinistra. Solo di quella. Invece no, signor Quesada. Si faccia una fiala di Bentelan. Sanremo è una città libera, non un feudo ideologico riservato alla sinistra.”. Infine, Vannacci chiude il suo post con un invito diretto all'esponente dem che lo aveva attaccato: “Io ci sarò, per cui se vuole venga anche lei ad argomentare pacatamente la sua contrarietà. Oppure, preferisce rimanere a soffiarsi il naso?”. Visualizza questo post su Instagram Un post condiviso da ROBERTO VANNACCI (@roberto.vannacci.68)
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