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Neonata trasportata dal Marocco in una busta di plastica: volevano venderla
18-03-2025, 11:49
Comprata dalla madre biologica, trasportata in un sacchetto di plastica in Italia e offerta a chi fosse disposto a spendere per lei la cifra maggiore. È questa la terribile storia di una neonata che è arrivata nella nostra Penisola dal Marocco. La Polizia di Stato di Torino, lo scorso 12 marzo, ha eseguito un provvedimento di fermo a carico di due marocchini, marito e moglie, indagati di aver introdotto illegalmente dal Marocco in Italia una bambina appena nata. Nella medesima circostanza sono stati arrestati altri due loro connazionali per favoreggiamento personale in quanto, al fine di eludere le investigazioni, favorivano direttamente la permanenza illegale della minore sul territorio nazionale. La complessa attività investigativa ha preso avvio a seguito di una segnalazione arrivata in Procura che una famiglia marocchina, residente a Torino, aveva ospitato per qualche settimana una neonata, estranea a quel nucleo familiare, con l'intenzione di venderla a terzi. Tale notizia è stata confermata da una serie di circostanze che facevano emergere come la bambina fosse arrivata in Italia con la donna della coppia, nello scorso ottobre, su una nave proveniente da Tangeri e che la piccola, presumibilmente nata ad agosto 2024, era stata trasportata, senza essere registrata nella lista passeggeri, in una busta della spesa. Il viaggio, particolarmente lungo, aveva creato degli scompensi alla minore, tant'è che una volta arrivata in città è stata portata dalla donna in ospedale per essere visitata. La neonata, di cui sono in corso accertamenti volti ad individuarne la madre biologica, sarebbe stata ceduta da quest'ultima all'indagata, perché fosse trasportata dal Marocco in Italia e verosimilmente venduta a una terza famiglia. Una volta in Italia, la coppia, al fine di eludere eventuali investigazioni, ha trovato due connazionali, un uomo e una donna, compiacenti a tenere temporaneamente la minore, in attesa di individuare una sistemazione definitiva per la stessa. La complessa attività d'indagine ha permesso, infatti, di accertare che gli indagati erano alla ricerca di qualcuno che fosse disposto a prendersi cura della bambina, ottenendone la custodia in cambio di denaro o, in alternativa, qualora le investigazioni avessero portato ad un eventuale rintraccio della minore, di trasportarla all'estero, prima che fosse localizzata, al fine di garantirsi l'impunità e che la piccola non fosse mai trovata. Dopo settimane di indagine, lo scorso 12 marzo, gli investigatori della Squadra Mobile di Torino e della Sezione di Pg della locale Procura, grazie agli accertamenti effettuati, hanno individuato finalmente l'abitazione della coppia che stava temporaneamente custodendo la minore e, dopo avervi fatto accesso, rintracciavano la piccola. La bimba, che risultava in buona salute, è stata immediatamente trasportata in ospedale per gli accertamenti sanitari del caso, in attesa di essere collocata in una famiglia affidataria. La lunga attività investigativa svolta ha consentito, peraltro, di raccogliere una serie inconfutabile di elementi probatori a carico della coppia che aveva organizzato ed effettuato il trasporto in Italia della neonata.
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