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Ricerche e chat, analisi sul pc di Samson. E lui: "Pentito e sconvolto"
Ieri 05-04-25, 15:43
I poliziotti della Squadra Mobile sono tornati, nella mattinata di oggi, in via Homs, al quartiere Africano, per sequestrare il computer di Mark Antony Samson, il 23enne accusato dell'omicidio di Ilaria Sula, 22enne scomparsa, lo scorso 25 marzo, dalla sua casa di Roma, dove era arrivata per motivi di studio, e ritrovata cadavere all'interno di una valigia. Al vaglio degli investigatori, coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi e dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, la cronologia delle ricerche fatte dal giovane sul pc e le chat. I funerali della ragazza si terranno lunedì 7 aprile alle ore 14 a Terni. Il 23enne accusato dell'omicidio si dice "pentito e sconvolto", è la frase che ripete costantemente a chi, in queste ore, lo ha incontrato nel carcere di Regina Coeli dove è detenuto. Il gip di Roma che ieri ha convalidato il fermo di Samson, reo confesso per l'omicidio, ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e tutte le esigenze cautelari: il pericolo di fuga, il rischio di reiterazione del reato e di inquinamento probatorio. Nel lungo interrogatorio di ieri nel carcere di Regina Coeli il ragazzo, a cui i pm, coordinati dal procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, contestano al ragazzo l'omicidio volontario aggravato dalla relazione affettiva e l'occultamento di cadavere, ha raccontato di aver ucciso la sua ex il 26 marzo mattina dopo che la ragazza, secondo la sua versione dei fatti, sarebbe arrivata la sera del 25 per restituirgli i vestiti fermandosì nell'appartamento di via Homs data l'ora tarda. Al risveglio, letto un messaggio arrivato sul telefono della studentessa l'avrebbe colpita al collo con un coltello portato per la colazione in camera. Arma che sarebbe stata poi gettata, insieme a un sacco con il tappeto e gli stracci utilizzati per ripulire la camera, in un cassonetto del quartiere africano e non ritrovata così come il cellulare della vittima che il ragazzo avrebbe abbandonato in un tombino. Un racconto che dovrà essere confrontato con l'esito delle analisi sul telefono del ragazzo e sul pc della vittima, dove utilizzava anche whatsapp. Riscontri sulla presenza in casa al momento del delitto dei genitori sono attesi dalle verifiche, disposte dai pm della procura di Roma, sulle celle telefoniche. Il giovane ieri davanti al gip ha sostenuto di aver fatto tutto da solo e a domande specifiche sulla madre e il padre si è però avvalso della facoltà di non rispondere. Il ragazzo dopo la convalida resta nel carcere di Regina Coeli.
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