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"Non volevo ucciderla, è stato un raptus". Cosa ha confessato l'omicida di Ilaria Sula
Ieri 03-04-25, 18:24
C'è una telecamera di videosorveglianza che ha immortalato nel pomeriggio del 26 marzo il passaggio dell'auto con cui Mark Antony Samson ha trasportato il cadavere di Ilaria Sula, la 22enne scomparsa lo scorso 25 marzo dalla sua casa di Roma e ritrovata senza vita in un'area boschiva in fondo ad un dirupo nei pressi del Comune di Poli, all'interno di un valigione. La telecamera si trova a poche centinaia di metri dal luogo dove il giovane, reoconfesso, ha abbandonato il cadavere il giorno dopo la scomparsa, intorno alle 18. L'ultimo messaggio vocale della studentessa risale invece alla sera del 25 marzo quando si sono perse le sue tracce. Il lavoro degli investigatori ora è finalizzato a ricostruire le 22 ore intercorse tra la scomparsa della ragazza e quando è stato abbandonato il corpo. Tuttora al vaglio degli inquirenti resta la posizione dei genitori, sentiti ieri in questura, che erano presenti nell'appartamento di via Homs, nel quartiere Africano, quando il giovane ha ucciso con diverse coltellate la studentessa. Tracce di sangue sono state trovate nella camera del ragazzo e le indagini dovranno appurare se c'è stato un eventuale concorso nell'occultamento del cadavere. «È stato un raptus, ho perso la testa, non volevo ucciderla. Non ho premeditato l'omicidio», ha detto nel corso dell'interrogatorio di ieri, il 23enne arrestato dalla polizia per l'omicidio Ilaria Sula. Samson nel corso dell'atto istruttorio, si è invece avvalso della facoltà di non rispondere in relazione al ruolo ricoperto dai genitori che, al momento, non risultano iscritti sul registro degli indagati.
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