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Scontro Usa-Cina sui dazi, Trump: "Siamo vincenti". E parte la trattativa della Ue
Oggi 05-04-25, 07:45
«Le mie politiche non cambieranno mai». Donald Trump tira dritto, i dazi introdotti dagli Stati Uniti non si toccano. Mentre la Cina annuncia tariffe del 34% speculari a quelle adottate da Washington nei confronti di Pechino, il presidente americano ha ribadito la posizione con un post sul social network Truth: «I cinesi se la sono giocata male. Sono andati nel panico. L'unica cosa che non possono permettersi di fare». Il messaggio indirizzato «ai tanti investitori in arrivo negli Stati Uniti con enormi quantità di denaro» è perentorio. «È un grande momento per diventare ricchi», tira dritto The Donald avendo chiarissimo l'obiettivo: risollevare l'economia americana. Anche in danno dell'Europa degli alleati di sempre e del mondo intero. Il Capo della Casa Bianca ha rivendicato la validità della strategia che avrebbe già avuto effetti sul mondo del lavoro, con 228mila nuovi occupati a marzo. Poi ha aggiunto: «Teniamo duro, non possiamo perdere». Se gli Usa escono, o almeno vorrebbero uscire vincenti, dalla Trump Strategy, rischia di perdere molto l'Ue. «Ho avuto un franco scambio di due ore con il segretario al Commercio Howard Lutnick e l'ambasciatore Jamieson Greer. Sono stato chiaro: i dazi statunitensi sono dannosi e ingiustificati», ha affermato il commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic. Ieri le borse mondiali sono crollate per la seconda giornata consecutiva, dopo che la Cina ha annunciato tariffe di ritorsione del 34% sulle importazioni dagli Usa. Il ministero del commercio cinese ha affermato che imporrà anche maggiori restrizioni all'esportazione di terre rare, strategiche le industrie hi-tech e l'automotive. «L'incertezza sull'economia e sull'attuale politica di Washington sui dazi sta spingendo le imprese americane ai margini», ha rilanciato il presidente della Fed Jerome Powell. Trump lo ha invitato a «non fare politica» e ad «abbassare i tassi d'interesse perché questo è il momento perfetto. «Non c'èfretta», ha ribattuto lui. Mentre The Donald, dopo aver lanciato il sasso, ha aperto a trattative, evidenziando che «ogni nazione ha chiamato» dopo il varo dei dazi. La possibilità di dialogare dipende dall'eventuale «offerta fenomenale» da recapitare agli Usa. «I dazi ci danno grande potere negoziale», ha sottolineato Trump. «Ho avuto una telefonatamolto produttiva con To Lam, segretario generale del partito comunista vietnamita: mi ha detto che vuole azzerare le tariffe se riuscirà a concludere un accordo con gli Stati Uniti». Il Vietnam, che ospita le fabbriche di molti marchi di abbigliamento, secondo Trump adotta tariffe del 90% nei confronti degli Usa e per questo è stato colpito da dazi del 46%.
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