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Sempio e il Dna? Bruzzone: ecco la "prova derimente" contro Stasi
17-03-2025, 09:13
C'è un innocente in carcere per il delitto di Chiara Poggi a Garlasco, ormai 18 anni fa? Le indagini su Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, hanno riaperto il caso terminato dopo colpi di scena e sentenze opposte con la condanna definitifa di Alberto Stasi, il difanzato di Chiara. A commentare gli ultimi sviluppi della vicenda tornata agli altari della cronaca è la criminologa Roberta Bruzzone, nel corso di Zona bianca, su Rete 4. In particolare, la consulente di tanti processi prende a riferimento "la seconda perizia, quella che venne disposta nell'appello Bis", quando gli esperti "esaminarono anche i tappetini dell'auto" di Stasi. Ebbene, "dopo aver indossato le scarpe per circa 19 ore, perché non vennero sequestrate in un'inchiesta che è popolata di errori e nessuno si sogna di nasconderlo, questi non rilasciarono nessuna traccia ematica". Insomma, Stasi dice "di essere rientrato nell'abitazione, peraltro descrivendo in maniera anomala e diversa rispetto a come era davvero posizionato il corpo di Chiara durante la telefonata del 118, poi sale in macchina e va dai carabinieri che distano poche centinaia di metri rispetto all'abitazione". E nonostante la casa fosse piena di sangue i tappetini non rilasciarono nessuna traccia ematica. "Ora, possiamo considerare plausibile che essendo le suole idrorepellenti, avessero rilasciato eventuali tracce nelle 19 ore in cui ha continuato a indossarle?Avete idea di che tipo di capacità ha un tappetino di raccolta di tracce? C'è ancora roba del neolitico nei tappetini delle nostre autovetture, quindi quell'elemento lì fu considerato estremamente dirimente per portare alla condanna di Alberto Stasi", ricorda Bruzzone. Nel programma condotto da Giuseppe Brindisi domenica 16 marzo c'è anche Antonio De Rensis, l'avvocato di Stasi che ha in pratica fatto riaprire il caso. "Alberto vive in questo momento molte emozioni perché ovviamente è addolorato, da anni, per la perdita di Chiara - dice l'avvocato - Ha molto fisso in mente il fatto che questa riapertura possa dare giustizia a questa povera ragazza. Ha speranza, paura, un misto di emozioni però è concentrato sul suo percorso giornaliero, cerca di distrarsi da tutto quello che sta accadendo anche se lo segue comunque con grande attenzione". Ma De Rensis è convinto che sentenza di condanna si possa ribaltare? "Sembra una battuta ma non lo è: io non sono sposato quindi si figuri se sposo i clienti. Io sposo le carte, ho affiancato la collega Bocellari tre anni fa e ho iniziato a studiare le carte, poi mi sono rivolto a dei nomi insieme alla collega, che sono il top". In particolare il genetista che ha riaperto il caso del Dna sulle mani di Chiara Poggi "è il numero uno al mondo per il cromosoma Y".
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